S - Santi M: S. MONICA (331-387)

Nacque a Tagaste, antica città della Numidia, nel 332. Madre di Agostino d'Ippona, fu determinante nei confronti del figlio per la sua conversione al cristianesimo. A 39 anni rimase vedova e si dovette occupare di tutta la famiglia. Nella notte di Pasqua del 387 poté vedere Agostino, ormai cristiano convinto profondamente, battezzato insieme a tutti i familiari. Poi Agostino decise di trasferirsi da Milano in Africa e dedicarsi alla vita monastica. Monica morì, a seguito di febbri molto alte (forse per malaria), a 56 anni, il 27 agosto del 387.

Micaela Desmaisières nacque a Madrid il 1° gennaio 1809 da nobile famiglia. Dedicò parte della sua giovinezza alle opere caritatevoli tra cui aiutare ragazze che vivevano nella perdizione. In lei molto forte la certezza della presenza reale di Cristo. Nel 1857 divenuto suo direttore spirituale s. Antonio Maria Claret diede origine al nuovo Istituto delle Adoratrici Ancelle del SS. Sacramento e della Carità, approvato dal cardinale di Toledo il 25 aprile 1858 e di cui divenne superiora generale. Morì di colera il 24 agosto del 1865; fu sepolta nella stessa città di Valencia.

Maria de Mattias nacque il 4 febbraio 1805 a Vallecorsa, provincia di Frosinone, ultimo paese dello Stato Pontificio. Figlia di una famiglia benestante trascorse fino all'età di 17 anni un'esistenza tranquilla, senza particolari tribolazioni. Ma nel 1822 all'età di 17 anni attraverso l'incontro con san Gaspare del Bufalo, mentre predicava a Vallecorsa, avvenne la vera conversione di vita di Maria de Mattias. Il 4 marzo 1834, sotto la guida di un compagno di san Gaspare, il venerabile don Giovanni Merlini, fondò la Congregazione delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo. Il suo impegno si spese a favore dell'istruzione e delle catechesi dei giovani e delle mamme. Morì in concetto di santità a Roma il 20 agosto 1866.

Massimiliano Maria Kolbe nasce nel 1894 a Zdunska-Wola, in Polonia. Entra nell'ordine dei francescani e svolge un intenso apostolato missionario in Europa e in Asia. Nel 1941 è deportato ad Auschwitz dove offre la sua vita di sacerdote in cambio di quella di un padre di famiglia, suo compagno di prigionia. Muore pronunciando «Ave Maria». Sono le sue ultime parole, è il 14 agosto 1941. Giovanni Paolo II lo ha chiamato «patrono del nostro difficile secolo».

E' uno dei venticinque martiri uccisi nel Tonchino Centrale (Vietnam) durante la persecuzione scatenata contro i cristiani, beatificati da Pio XII il 29-4-1951. Melchiorre nacque a Cortes, villaggio della parrocchia di Santo Stefano di Cienfuegos, nella provincia di Oviedo, capitale delle Asturie (Spagna), da nobili, ma poveri genitori il 29-4-1821. Morì nella città di Nam Định dove fu fatto a pezzi per ordine dell’imperatore Tu-Dùc. Le reliquie del santo sono venerate nella cattedrale di Oviedo (Spagna). Giovanni Paolo II lo canonizzò il 19-6-1988 con altri 116 martiri del Vietnam.

Nasce il 28 novembre 1756 a Barfleur, un villaggio di pescatori sulla costa normanna. Nel 1798 diviene Terziaria Francescana e prende il nome di Maria Maddalena. Durante gli orrori della rivoluzione francese ospita anche sacerdoti perseguitati e li aiuta a fuggire in Inghilterra. Nel 1805 le viene affidata una scuola di Cherbourg, con 300 bambini e due anni dopo dà inizio alla sua fondazione, le «Suore cristiane della misericordia». Nel 1832 acquista a Saint-Sauveur-le-Vicomte un'abbazia benedettina in rovina e la trasforma nella casa madre dell'ordine. Muore il 16 luglio 1846 a quasi novant'anni ed è canonizzata da Pio XI nel 1925.

Nacque a Corinaldo (Ancona) il 16 ottobre 1890. Maria era la seconda di sei figli. Quando suo padre morì e la madre dovette iniziare a lavorare a Maria venne dato l'incarico di badare alla casa e ai suoi fratelli. Alessandro Serenelli, un giovane di 18 anni innamoratosi di Maria, il 5 luglio del 1902 la aggredì e tentò di violentarla. Alle sue resistenze la uccise accoltellandola. Maria prima di spirare perdonò l’assassino che fu condannato a 30 anni di prigione. Maria Goretti fu proclamata santa nel 1950 da Pio XII.

Nasce a Reus il 24 marzo 1815. Entrata tra le Figlie della Carità, nel 1841 prende l'abito religioso: è superiora, dirige una scuola femminile di ricamo; lavora in ospedale. Ma le difficoltà sono infinite, sia per le vicende politiche del momento che per le tensioni interne. Nasce così la nuova congregazione religiosa, denominata di Nostra Signora della Consolazione, dedita a ospedali e collegi, case di carità e insegnamento. Suor M. Rosa muore, nel 1876. Giovanni Paolo II l'ha proclamata santa l'11 novembre 1988.

Nato a Marlhes (Loire) il 20 maggio 1789, è un anticipatore dei metodi educativi moderni. Studente non brillante, nel 1816, dopo aver frequentato il seminario di Lione viene ordinato prete. Nel 1817 Champagnat, fonda i «Fratelli maristi», che non sono preti e che nel 1823 sono autorizzati a pronunciare i voti. Champagnat muore nel 1840.

Giulia Maria Ledochowska, nacque nel 1865 a Loosdorf, in Austria. A 21 anni entrò tra le Orsoline di Cracovia. Dedicò la sua vita a favore del prossimo e peregrinò tra la Russia, la Svezia e la Finlandia. Nel 1920 istituì la nuova Congregazione delle Orsoline del Sacro Cuore di Gesù agonizzante. Morì nel 1939.

Figlia di un bottaio, Maddalena Sofia Barat nacque il 13 dicembre 1779 a Joigny, presso Auxerre, nella Borgogna. Fondò a Parigi nel 1800 la Società del Sacro Cuore con lo scopo dell'educazione e dell'istruzione delle ragazze, specialmente dei ceti superiori. A queste scuole ella sempre annetterà alcune classi per i bambini poveri. La sua spiritualità è essenzialmente ignaziana, così come i principi della sua regola. La stessa santa spiega che "lo spirito della società è fondato essenzialmente sull'orazione e la vita interiore" e che il suo fine è di "glorificare il Sacro Cuore".

E' la prima santa francescana in America Latina. Rimasta orfana dei genitori si consacrò a Dio; e iniziò nella sua casa un particolare tipo di vita ascetica, dedicandosi all’orazione, al digiuno e ad altre pie pratiche. Tentò anche di recarsi tra gli Indios pagani per portare loro la fede. Accolta poi nel Terz’Ordine Francescano, si dedicò con grande generosità all’assistenza degli indigeni poveri e dei neri e all’aiuto spirituale ai suoi concittadini. Fu proclamata Patrona dell’Ecuador; canonizzata da Pio XII nel 1950.

Mattia viene chiamato a ricomporre il numero di dodici, sostituendo Giuda Iscariota. Viene scelto con un sorteggio, attraverso il quale la preferenze divina cade su di lui e non sull'altro candidato - tra quelli che erano stati discepoli di Cristo sin dal Battesimo sul Giordano -, Giuseppe, detto Barsabba. Dopo Pentecoste, Mattia inizia a predicare, ma non si hanno più notizie su di lui.

Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, vergine dell’Ordine delle Carmelitane, visse a Firenze ove condusse una vita nascosta di preghiera e di abnegazione e, arricchita da Dio di doni straordinari, fu per le consorelle insigne guida verso la perfezione. Pregò ardentemente per la riforma della Chiesa e a tal fine scrisse a papa Sisto V e ai cardinali della curia: per promuovere la «rinnovazione della Chiesa» (iniziata dal Concilio di Trento con i suoi decreti).

Fu la cofondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Nella formazione della nascente famiglia religiosa, la santa, ormai trentacinquenne, fu aiutata per sei mesi da due suore di S. Anna, fondate dalla marchesa di Barolo, a Torino. Quando ritornarono alla loro casa, Don Bosco volle che, superiora dell'Istituto, fosse Madre Maria Domenica. Era infatti di poche parole, e non sempre dette secondo la grammatica, ma possedeva un raro spirito di fede, molto discernimento e criterio. I consigli di Don Bosco per lei erano leggi.

Del P. Garicoìts ci sono rimaste tante lettere di direzione spirituale che rivelano il tenero, delicato e soprannaturale amore che nutriva per le anime. Molte ne scrisse alle Figlie della Croce per animarle all'umiltà, all'ubbidienza e alla riconoscenza gioiosa, per insegnare loro la maniera più facile per liberarsi dagli scrupoli e per raccomandare ad esse la sottomissione alla volontà di Dio come figlia, non come schiave.

Si fece il segno della croce ed anch'io allora fui in grado di farlo. Dopo non ebbi più paura. Recitai il rosario; la fanciulla faceva scorrere i grani del rosario, ma le sue labbra non si muovevano. Mentre pregavo, la guardavo incantata. Aveva un abito bianco che le scendeva fino ai piedi, che erano quasi nascosti dalle pieghe, tranne la punta. Il vestito era chiuso attorno al collo da un'arricciatura da cui pendeva un cordone. Un velo bianco le copriva la testa, cadeva lungo le spalle, le braccia, fino a coprirle tutto il vestito. I piedi erano nudi e su di essi spiccava una rosa gialla. Un nastro azzurro le cingeva la vita e scendeva lungo la gonna. La catena del rosario era gialla e luminosa, e i grani bianchi, grossi, e lontani l'uno dall'altro. La fanciulla era giovane, viva e circondata da un'aureola di luce. Quand'ebbi finito il rosario mi salutò sorridendo, si ritirò e scomparve improvvisamente nella nicchia assieme alla luce radiosa che la circondava".

S - Santi M: S. Marcella (+ 410)

"Il mondo pagano per la prima volta restò confuso di fronte a una simile donna, poiché a tutti fu manifesto che cos'era effettivamente la vedovanza cristiana, ch'essa faceva risplendere con la sua rettitudine interiore e con il suo contegno... Marcella indossava vestiti atti a proteggerla dal freddo e non tagliati per metterle a nudo le membra. L'oro non lo poteva sopportare, tanto che si tolse dal dito anche l'anello; preferiva nasconderlo nello stomaco dei poveri piuttosto che custodirlo negli scrigni. Non andava in nessun luogo senza essere accompagnata dalla madre, e mai ricevette in casa qualche chierico o monaco senza che ci fossero dei testimoni".

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A chiusura del ciclo natalizio si celebra il 2 febbraio la festa della Purificazione di Maria. Per gli ebrei la legge mosaica prescriveva parecchie purificazioni rituali. La donna dopo il parto doveva compiere una purificazione speciale. Trascorsi i giorni dell'impurità la puerpera doveva far offrire al Tempio di Gerusalemme qualcosa come sacrificio di espiazione, e come olocausto. Tale festa è detta anche festa della Candelora, perché anticamente in tale giorno il clero e il popolo andavano in processione portando ceri accesi.  In tale giorno si usa benedire, prima della Messa, le candele che molti conservano poi gelosamente in casa, e accendono per devozione in occasione di malattie, morte, temporali, perché ad esse attribuiscono particolari poteri contro le forze della natura e contro gli spiriti maligni.

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Fratel Muziano fu apostolo nella vita religiosa mediante la totale dipendenza dai superiori nei quali vedeva riflessa l'immagine di Dio, anche se lo avviarono agli studi più contrari al suo gusto, e gli assegnarono per tutta la vita esclusivamente i più ingrati corsi speciali. Il Santo tutto accettò senza un lamento e si sforzò di essere fedele ai disegni di Dio su di lui. Esortò un giorno un religioso a fare altrettanto scrivendogli: "Si tenga unito al suo superiore: non ascolti i detrattori di coloro che rappresentano presso di lei la maestà divina; non conosca che un partito, quello del superiore. Il Signore si trova sempre con lui".

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Fratel Michele non si presentava in classe senza una minuziosa preparazione avendo la preoccupazione non di apparire brillante, ma di essere capito. A chi si meravigliava di vederlo studiare ancora dopo tanti anni di insegnamento, rispondeva: "Prepariamo con cura le nostre lezioni perché i laici non ci ritengano inferiori a loro. Essi pensano che noi insegniamo solo a pregare; ebbene, cerchiamo di dimostrare loro che noi conosciamo molto bene il programma di studio e lo insegniamo perfettamente". E con il suo inalterabile buon umore e ottimismo favoriva la buona volontà degli scolari, anche dei meno dotati, le cui deficienze preoccupavano tanto i genitori.

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Un giorno Margherita pregò: "Aiutami, Signore, a non essere stimata dal mondo in proporzione dei tuoi doni, tanto grandi che io non posso tacerli, poiché tu sai che io non voglio le lodi di questo mondo". Per tutta risposta Gesù le mostrò un trono d'indicibile bellezza mentre le diceva: "Figlia, io ti collocherò tra i serafini, dove stanno le vergini ardenti per carità". Avendo deciso di fare di lei una rete con cui prendere i peccatori che nuotavano nei flutti del mondo, le faceva gridare nella notte la Sua Passione nell'ordine con cui si era svolta, la costringeva ad uscire di cella e aggirarsi per le strade dove c'erano le donne che sparlavano di lei, perché non conoscevano i carismi di cui era stata dotata. Veniva raggiunto così, lo scopo che le era stato assegnato: quello di amare Dio e farlo amare.

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Nel 1252 la santa fu trasferita con diciotto religiose e altre postulanti nel monastero che i genitori avevano fatto costruire in onore di Maria SS. nell'Isola delle Lepri, sul Danubio, presso Buda, per attirare le benedizioni di Dio sull'Ungheria. In quell'oasi di preghiera e di penitenza Margherita raggiunse in breve tempo la più alta perfezione, benché il padre ogni tanto andasse a farle nuove proposte di matrimonio con poca coerenza al generoso proponimento fatto nel tempo della disfatta, per rafforzare il regno con l'allargamento del fronte delle parentele. Margherita gli oppose sempre il più reciso rifiuto sostenuta in questo proposito dai Frati Predicatori, il cui convento era stato eretto nel 1259 dalla regina a poca distanza dal monastero delle religiose per concessione di Alessandro IV.

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Eletto papa dal clero romano, Marcello trovò la Chiesa ridotta ad un ammasso di rovine fumanti. Tutto era da restaurare e riorganizzare. Il Liber Pontificalis gli attribuisce la divisione della città in venticinque titoli (quasi parrocchie) per la preparazione dei catecumeni al battesimo e dei fedeli caduti alla penitenza per la cura dei sepolcri dei martiri, e in genere dei cimiteri cristiani. Il suo ricordo strettamente legato alla fondazione del cimitero di Novella, sulla via Salaria, presso le catacombe di Priscilla. Durante il suo pontificato un grandissimo numero di caduti chiese di essere riammesso nella Chiesa.

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Nella prima domenica di ottobre del 1640, prese parte alla processione che si svolgeva nel convento delle Suore Domenicane. Passando davanti al portale dell'abbazia, Margherita sollevò lo sguardo ad una massiccia statua di Maria SS. che era stata posta a protezione dell'ingresso. In quell'istante il volto della Vergine le apparve vivo e sorridente e il suo animo le sembrò libero dai sentimenti di vanità. Chiamò quel singolare fenomeno "la sua conversione", e per corrispondere alla grazia divina la Santa si ascrisse alla congregazione delle Suore di nostra Signora, fondata da S. Pietro Fourier (+1640).

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L'OSSERVATORE ROMANO, Sabato 22 Febbraio 1997

La penitente ricreata da Cristo

di EMANUELA GHINI
Nata sei anni prima di Chiara d’Assisi e un anno prima di Angela da Foligno, Margherita da Cortona (1247-1297) è espressione luminosa di quella spiritualità femminile di cui l’Umbria medievale è luogo privilegiato, nel clima solare del francescanesimo. Una misteriosa consonanza, da cui non è esente la dolcezza di paesaggi di suprema bellezza, aperti a prospettive di un’ulteriorità quasi palpabile, lega fra loro queste tre grandi mistiche.
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La fondatrice delle Suore del Buon Pastore di Angers nacque il 31-7- 1796 nella piccola isola di Noirmoutier, sulla costa della Vandea (Francia), ottava e ultima figlia del signor Giuliano, medico pio e caritatevole, che morì quando Rosa-Virginia non aveva che dieci anni. L'orfana crebbe molto vivace, ma delicata di coscienza sotto la guida della mamma, Anna Amata Mourain, soccorritrice dei malati. La sera, nel recitare le orazioni, deplorava sinceramente le mancanze commesse e si condannava a restare scalza per lunghe ore sulla nuda terra.

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Redazione Segnala "fondatore dei Fratelli Maristi delle Scuole (Piccoli Fratelli di Maria)

 

Educò i giovani animato dallo Spirito

di H. BENITO ARBUÉS

Superiore Generale dei Fratelli Maristi delle Scuole

 

Nel parlare del carisma di Marcellin Champagnat, non si può non riconoscervi l'ispirazione dello Spirito Santo. Nella sua esperienza personale e soprattutto nella sua attività parrocchiale a La Valla-en-Gier, allora Diocesi di Lione, egli percepì l'urgenza di formare educatori cristiani che non fossero meri catechisti o semplici maestri.

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Vergine, fondatrice delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù

La fede, la speranza e la carità vissute come stile di vita cristiana

Maria di Gesù Sacramentato, al secolo Maria Natividad (o popolarmente Nati) Venegas de la Torre, nacque nella masseria «La Tapona» nel paese di Zapotlanejo, nello stato di Jalisco della Repubblica Messicana, l'8 settembre 1868. Il padre, assai religioso e di condizione sociale media da giovane giunse agli studi universitari di giurisprudenza, ma li troncò quando si accorse che ne andava di mezzo la sua fede. Doroteo Venegas Nuño (così si chiamava il padre) si sposò con Maria Nieves de la Torre Jiménez, dopo aver lascito Guadalajara, ove studiava legge, e si portò con la famiglia in varie località: San Leonel, las Varas, San Pedro Lagunillas e più tardi Compostela stato di Nayarit.

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Vergine delle Suore della B. V. Maria della Misericordia

Il programma della misericordia

Card. FRANCISZEK MACHARSKI - Arcivescovo di Kraków

Sono passati esattamente 62 anni dalla primavera dell'anno 1938 in cui Suor Faustyna partecipò per l'ultima volta al triduo pasquale nel convento di Kraków-Lagiewniki. Già gravemente malata, fu ancora una volta ricoverata all'ospedale dove trascorse la sua prediletta I Domenica dopo Pasqua, l'ottava della Risurrezione del Signore.

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