Sant'Agostino nasce in Africa a Tagaste, nella Numidia, l'attuale Algeria, il 13 novembre 354 da una famiglia di piccoli proprietari terrieri. Nel 387 fece un viaggio a Milano dove conosce sant'Ambrogio da cui riceve il battesimo. Tornato in Africa, a Ippona, viene ordinato sacerdote e vescovo. Le sue opere sono teologiche, mistiche, filosofiche e polemiche. Agostino intraprende un'intensa lotta contro le eresie, a cui dedica parte della sua vita. Agostino per il suo pensiero, racchiuso in testi come «Confessioni» o «Città di Dio», ha meritato il titolo di Dottore della Chiesa. Muore il 28 agosto del 430 all'età di 76 anni.

Sant’Arnolfo nacque verso il 1040 nelle Fiandre. Sin dalla giovane età intraprese la carriera militare nell’esercito di Roberto ed Enrico I di Francia, ma in seguito decise di entrare nel monastero di San Medardo presso Soissons, scegliendo di diventare un eremita. Nel 1081 un sinodo straordinario lo elesse vescovo della città, su richiesta del clero diocesano e, a quanto pare, della stessa popolazione. Divenne comunque un vescovo molto attivo ma, poi si dimise dall’incarico e fondò un monastero presso Oudenbourg, nelle Fiandre, ove morì nel 1087. Il santo è popolarmente considerato quale speciale protettore dei produttori di birra e dei birrai.

I Santi Ausiliatori erano un gruppo di santi invocati dal popolo cristiano in casi di particolari necessità, generalmente per guarire da particolari malattie. La devozione a questi santi nacque probabilmente in Germania attorno al XIII secolo, ma si diffuse velocemente, soprattutto durante le grandi epidemie di peste del XIV secolo, tanto che per loro venne istituita una festa collettiva dalla Santa Congregazione dei Riti.

Nacque a Trapani probabilmente nel 1212 nella nobile famiglia Abati. Si distinse per la predicazione mendicante, operando anche numerosi miracoli. Nel 1296 governò la provincia carmelitana di Sicilia come padre provinciale. Egli, con la sua instancabile predicazione, convertì molti ebrei. Morì a Messina nel 1307. Venne considerato patrono e protettore dell'Ordine carmelitano. Nel secolo XVI fu stabilito che ogni chiesa carmelitana avesse un altare a lui dedicato. Furono a lui particolarmente devote anche santa Teresa di Gesù e Maria Maddalena de' Pazzi.

Nasce a Napoli il 27 settembre 1696. Dopo alcuni anni di avvocatura, decide di dedicarsi interamente al Signore. Ordinato prete nel 1726, Alfonso Maria dedica quasi tutto il suo tempo e e il suo ministero agli abitanti dei quartieri più poveri della Napoli settecentesca. Prende parte anche alle missioni nei paesi all'interno del regno. Nel maggio del 1730 incontra i pastori delle montagne di Amalfi e, constatando il loro profondo abbandono umano e religioso, sotto la guida del vescovo di Castellammare di Stabia, fonda la Congregazione del SS. Salvatore. Intorno al 1760 viene nominato vescovo di Sant'Agata, e governa la sua diocesi con dedizione, fino alla morte, avvenuta il 1 agosto del 1787

Anna Muttathupadathu, era una Clarissa dell’India. Nacque ad Arpukara, nella ragione del Kerala, in India. Rimasta orfana, venne educata da una zia e dalla nonna. A 17 anni entrò nella Congregazione delle Francescane Clarisse assumendo il nome di Alfonsa dell'Immacolata Concezione. Nel 1931 emette i voti temporanei e nel 1936 quelli perpetui nel monastero di Bharananganam. Ma la sua vita è segnata da un cagionevole stato di salute in cui si susseguono varie malattie dolorose. Muore a soli 36 anni. L'8 febbraio 1986 è proclamata beata da Giovanni Paolo II a Kottayam in India e il 12 ottobre 2008 è canonizzata da Benedetto XVI in piazza San Pietro.

Nacque attorno al 920 a Trebisonda da una famiglia originaria di Antiochia e gli fu imposto il nome di Abraamios. Dopo aver esercitato per qualche tempo la professione di insegnante, lasciò la cattedra per ritirarsi a Kyminas a vivere da eremita mutando il nome di battesimo in Atanasio. Si stabilì poi sul Monte Athos. Partecipò alla spedizione contro i Saraceni nell'isola di Creta (960) e usò la ricompensa per costruire un monastero dedicato alla Santa Vergine sul Monte Athos: fu il primo cenobio del noto sito monastico. Venne così considerato il fondatore del cenobitismo atonita. Morì nel 1003, travolto da una trave di una chiesa in costruzione.

Padre Alberico Crescitelli fu martirizzato in Cina nel 1900, durante la rivolta dei Boxers. Nato ad Altavilla Irpina (Avellino) nel 1863, a 17 anni era entrato nell'allora Pontificio seminario dei Santi Pietro e Paolo per le missioni estere. Raggiunta con un viaggio avventuroso la Cina, si dedicò ai cristiani del fiume Han e di altre località, suscitando molte conversioni. Durante la tempesta contro i missionari venne ingiustamente accusato di essere un artefice delle privazioni alimentari che la popolazione subiva. Il malcontento si sfogò contro di lui e venne torturato, ucciso, fatto a pezzi e gettato nel fiume. È santo dal 2000.

Nasce a Cremona nel 1502. Nel 1524 si laurea in medicina a Padova. Viene consacrato prete nel 1528. Cappellano della contessa Ludovica Torelli, la segue a Milano dove, grazie a lui, nascono tre novità, tutte intitolate a san Paolo. Nel 1530 fonda una comunità di preti, i Chierici regolari di San Paolo, chiamati anche Barnabiti, dalla chiesa di San Barnaba, loro prima sede. Poi le Angeliche di San Paolo, primo esempio di suore fuori clausura. Terza fondazione: i Maritati di San Paolo, con l'impegno apostolico costante dei laici sposati. Denunciato come eretico e come ribelle Antonio va a Roma dove verrà assolto. Muore a Cremona a poco più di 36 anni.

Sant’Annibale Di Francia nacque a Messina il 5 luglio 1851. Bruciato dall’amore di Dio e del prossimo, spende la sua vita affinché si obbedisca al comando di Gesù: Pregate dunque il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe. Perciò compone, stampa e diffonde preghiere a tale scopo in varie lingue. Sollecita Papi e Vescovi a farsene maggior carico. Logorato dalle fatiche e pieno di meriti, si spense a Messina il 1° giugno 1927, confortato dalla visione della Vergine Maria, sempre da lui amata, lodata e venerata. Giovanni Paolo II lo ha dichiarato “autentico anticipatore e zelante maestro della moderna pastorale vocazionale”, e il 16 maggio 2004 lo ha iscritto nell’albo dei Santi.

Nato il 12 aprile 1789, a Cereta, presso Chiavari, Antonio Maria Gianelli entrò in seminario a 19 anni e fu ordinato sacerdote quattro anni dopo. Sotto il nome inconsueto di «Società Economica» diede  inizio ad un'istituzione culturale e assistenziale affidata «alle cure delle Signore della Carità» per l'istruzione gratuita delle ragazze povere. Era la preparazione alla fondazione delle Figlie di Maria. Nel 1838 venne eletto vescovo di Bobbio. Morì il 7 giugno 1846.

Nacque a Poitiers, nel villaggio di Saint-Pierre de Maillé nel 1752. Durante la rivoluzione francese, avendo rifiutato il giuramento scismatico, fu parecchie volte sul punto di essere messo a morte. Cacciato dalla Francia si rifugiò in Spagna ma, mentre la persecuzione infieriva ancora nella sua patria, ritornò in segreto e, tenendosi nascosto, riprese a celebrare i sacramenti per i fedeli. Finita la persecuzione contro la Chiesa, tornò alla sua parrocchia. dove, per provvedere all'educazione cristiana delle fanciulle, anche delle più povere, fondò la congregazione delle Figlie della Croce, con Elisabetta Bichier.

Nato ad Alessandria d'Egitto nel 295 è uno dei Padri della Chiesa. Vescovo di Alessandria d'Egitto, fu l'indomito assertore della fede nella divinità di Cristo, negata dagli Ariani e proclamata dal Concilio di Nicea (325). Per questo soffrì persecuzioni ed esili. Durante le numerose involontarie peregrinazioni fu anche in Occidente, a Roma e a Treviri, dove fece conoscere il monachesimo egiziano, presentando il monaco ideale, nella suggestiva figura di S. Antonio abate, di cui scrisse la celebre Vita, che si può considerare una specie di manifesto del monachesimo.

Abate benedettino. Venne inviato da San Gregorio Magno ad evangelizzare l'Inghilterra, ricaduta nell'idolatria sotto i Sassoni. Qui convertì re Edilberto, che aveva sposato la cattolica Berta, di origine franca, e che aiutò Agostino permettendogli di predicare in piena libertà. Il Natale seguente più di diecimila Sassoni ricevettero il battesimo. Il Papa nominò arcivescovo e primate d'Inghilterra Agostino, che cercò di riunire la Chiesa bretone a quella sassone senza però riuscirci. Suo grande merito è stato quello di aver convertito quasi tutto il regno di Kent.

Nacque a Firenze nel 1389. Papa Eugenio IV, lo elesse Arcivescovo di Firenze. Non ebbe fama di grande predicatore, ma di ottimo confessore e direttore di spirito, tanto da meritare presto, tra i penitenti, il nome di "Antonino dei consigli". Da Vescovo si prodigò per l'istruzione del popolo e il miglioramento dei costumi. Nemico della tirannide, nel 1458 si oppose all'assolutismo mediceo. Diventò pure il consulente dei commercianti e dei banchieri non soltanto di Firenze, ma di ogni parte d'Italia che gli portavano scritture legali e contratti da esaminare alla luce della morale cristiana. Morì il 2-5-1459 nella villa arcivescovile di Montughi presso Firenze, e fu sepolto nella chiesa di S. Marco che lui aveva fatto costruire. Adriano VI lo canonizzò nel 1522.

Nacque nel 1592 in una terra del palatinato di Sandomir (Piccola Polonia). Visse ed esercitò il suo ministero in una zona ed in un periodo sconvolto dalle lotte tra cattolici, ortodossi,  uniati e cosacchi. E  proprio da questi ultimi venne torturato affinchè abiurasse la propria fede e al rifiuto venne martirizzato a Janow il 16-5-1657. Dopo 45 anni, il corpo era ancora intatto, inodore, flessibile e con le ferite vermiglie di sangue coagulato. Attorno a quelle reliquie fiorirono i miracoli. Fu canonizzato da Pio XI il 17-4-1938. Dal 1924 il suo corpo è venerato a Roma, nella Chiesa del Gesù.

Di tutti i cristiani e missionari martirizzati nel Tonchino e nella Cocincina (Vietnam), i Papi, a partire da Leone XIII ne beatificarono centinaia. Non sappiamo con certezza quando il cristianesimo fu introdotto in quei paesi la cui evangelizzazione regolare e sistematica fu iniziata nel 1627 dal P. Alessandro de Rodhes SJ.

Proprio quando S. Agnese era in procinto di seguire gli esempi di S. Chiara d'Assisi, "pianticella primogenita di Frate Francesco", da lui stabilita nel 1211 presso la chiesa di San Damiano affinchè servisse Dio nella più assoluta povertà, ricevette altre offerte matrimoniali prima da Enrico VII il quale aveva in animo di ripudiare Margherita d'Austria e sposare lei, allo scopo di rafforzare il suo potere nei confronti di Federico II, suo padre; e poi dello stesso Federico II, il quale non poteva guardare con indifferenza al fidanzamento del figlio. La santa ormai, giovane matura, non si lasciò allettare dalla possibilità di diventare regina. Preferendo a uno sposo terrestre quello celeste, per mezzo di uomini di fiducia, ne diede notizia a Gregorio IX (+1241). Il padre di tutta la cristianità la confermò nel santo proposito e le promise la sua protezione.

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Nel 1497 o 1498, mentre si trovava nel villaggio di Brudazzo, vide la scala di Giacobbe su per la quale una turba di giovani, coronate di diadema e con un giglio in mano, salivano al cielo accompagnate ciascuna da un angelo. Una di esse, nella quale Angela riconobbe un'amica morta di recente, la esortò a fondare una comunità di giovani come quelle che vedeva. La santa non prese una decisione definitiva, ma raddoppiò le preghiere e accentuò le austerità dormendo sopra un letto fatto di rami e coperto da una stuoia, portando il cilicio, disciplinandosi più volte il giorno e nutrendosi di pane e acqua.

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L'intrepida martire fu seppellita da pii fedeli in un cimitero cristiano che sorgeva nei sobborghi di Catania. L'anno successivo, nel giorno anniversario del martirio di Agata, la città fu minacciata dall'eruzione dell'Etna. Gli stessi pagani, pieni di venerazione per la martire, andarono a prendere il prezioso velo che copriva la sua tomba e l'esposero alla violenza della lava. L'eruzione vulcanica cessò all'istante. Nel corso dei secoli è tradizione che il miracolo si sia rinnovato altre volte. E’ naturale perciò che i catanesi la venerino come loro patrona e protettrice. Le feste in suo onore durano tre giorni.
 

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Il Santo abate volle avere attorno a sé 300 religiosi costituenti tre cori i quali, con il concorso di 100 fanciulli, cantassero perennemente l'ufficio divino nelle tre chiese per la salute di Carlo e la prosperità del suo regno. In occasione della consacrazione delle tre chiese e dei rispettivi altari, egli compose degli inni e delle iscrizioni in onore dei santi protettori. In essi, e più ancora nelle opere giunte sino a noi, vibra un soffio di pietà e di entusiasmo per le cose di Dio. Una prova dell'importanza che Angilberto rivestì al tempo di Carlo Magno è costituita dal fatto che egli, nell'811, fu uno dei quattro firmatari del testamento dell'imperatore i quali, dopo la morte di lui (28-1-814) avrebbero dovuto vigilare sull'esecuzione delle sue ultime volontà.

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Confessa Eusebio di aver assistito al taglio della testa di una così grande moltitudine di persone nello stesso giorno, che il ferro omicida si ottundeva. Gli stessi carnefici, spossati, erano costretti a darsi ogni tanto il cambio. I martiri, sostenuti dalla grazia, sotto i colpi della spada e della scure, noncuranti dei tormenti, cantavano inni e ringraziavano Dio fino all'ultimo respiro. Anche la piccola Agnese subì una delle tante atroci pene escogitate dai persecutori.

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Redazione Segnala "L'esercizio della presenza di Dio costituiva per lui quasi un'idea fissa. "È mai possibile - esclamava - che la presenza di un Dio onnipotente, eterno, infinito, che tutto vede e sente, non serva di sprone all'uomo per operare rettamente e tenerlo nel suo dovere e non gli faccia concepire venerazione e rispetto?" Un fratello converso, che visse molti anni con lui, affermò:"Tutte le volte che ebbi occasione, per ragioni del mio ufficio, di entrare nella sua cella lo trovai sempre in preghiera"."
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Dopo la professione religiosa si diede con impegno allo studio delle scienze sacre, alla preghiera e alla penitenza. Nella chiesa del Carmine si conserva ancora, come preziosa reliquia, la cintura di lamine di ferro con cui tormentò i suoi fianchi finché visse. Tre giorni la settimana digiunava a pane e acqua. Quando fu ordinato sacerdote, la sua famiglia fece grandi preparativi per la prima messa. Andrea ottenne invece dai superiori la licenza di andarla a celebrare nel piccolo romitaggio chiamato i Boschi, a quindici chilometri da Firenze, dove godette di una visione della Vergine.

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E una gloria del Piemonte essendo nato ad Aosta da nobili e ricchi genitori verso il 1033. Sua madre, Ermemberga, era una perfetta madre di famiglia; suo padre, Gandolfo, viveva immerso nelle cose del secolo, ma era liberale al punto da passare per prodigo. Anselmo fin dalla sua infanzia sognò di raggiungere Dio. Nella sua semplicità riteneva che risiedesse sulla sommità delle montagne. Avido di sapere, fu posto a scuola presso un suo parente. Non essendo stato compreso dal brutale maestro, il fanciullo passò per una terribile crisi d'ipocondria. Per guarirlo occorse tutto il tatto e l'amorevolezza della mamma, la quale affidò poi ai benedettini d'Aosta l'educazione del figlio.

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Vergine della Congregazione delle Suore della Carità di santa Giovanna Antida Thouret

 

Una fede forte ed una carità ardente vissute nel generoso servizio ai sofferenti

di PIETRO GARLATO

Vescovo di Tivoli

 Con il cuore colmo di gioia e di gratitudine al Signore, sorgente unica di ogni santità, Padre amoroso che fa risplendere nei suoi figli prediletti un raggio della sua carità che ama e che dona, perché l'umano pellegrinare conosca sorrisi di Cielo, accogliamo con esultanza da Giovanni Paolo II la decisione di iscrivere nell'albo dei santi - il 18 aprile, III domenica dopo Pasqua - la Beata Agostina Pietrantoni (Livia) che questa diocesi tiburtina si onora di avere per figlia.

Suor Agostina, nata a Pozzaglia Sabina, da umile famiglia di contadini, era entrata ancora molto giovane nella Congregazione delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida, spinta dal desiderio di servire Cristo nei fratelli sofferenti e ammalati. È quanto fece con abnegazione ed entusiasmo evangelico nell'ospedale romano di Santo Spirito.

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S. Antonio è la figura più popolare e più carismatica dell'Ordine Serafico. Egli nacque a Lisbona verso il 1195 da un ramo cadetto della reale casa Davis di Portogallo, chiamata di Braganza quando si spense la linea primogenita. Al fonte battesimale gli fu posto il nome di Fernandez. Frequentò la scuola della cattedrale, che sorgeva nei pressi della casa paterna. Dopo una infanzia illibata, nel 1210, entrò tra i Canonici Regolari di S. Agostino, residenti nel monastero di San Vincenzo che sorgeva presso le mura della città. Ma dopo due anni, desiderando forse perfezionarsi negli studi, chiese e ottenne di essere trasferito nel monastero di S. Croce a Coimbra che per tutto il medio evo godette fama di essere in Portogallo il centro più importante della vita religiosa e degli studi teologici. Vi rimase nove anni intento alla preghiera e allo studio della S. Scrittura e dei Padri della Chiesa.

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La fondatrice dell'Ordine delle Orsoline nacque a Desenzano sul Garda, nella diocesi di Verona e sul territorio della Repubblica di Venezia il 21-3-1474. I piissimi genitori, umili contadini, le diedero una solida educazione cristiana, ma non letteraria. Benché avesse appena imparato a leggere e a scrivere, fin dalla fanciullezza amava chiudersi in camera con la sorella maggiore per recitare a due cori i salmi dinanzi ad un altarino che vi avevano eretto.

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