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di Giovanni Paolo II ... esige un rispetto assoluto dell'essere umano, dalla fase embrionale fino alla fine della sua esistenza, essere che non può mai venire considerato come un oggetto o un materiale da sperimentazione. Parimenti, è opportuno trattare con rispetto le cellule germinali umane a motivo del patrimonio umano di cui esse sono portatrici.

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Un processo per decidere la sorte di alcuni embrioni congelati. Lejeune si precipita nella sperduta cittadina americana per partecipare come teste. Di più come avvocato di quei piccoli uomini. Una testimonianza di rara lucidità e, al tempo stesso, semplicità di cui vi riproponiamo ampi stralci

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Un notevole interesse scientifico e clinico, non disgiunto da un ampio dibattito pubblico sulle sue implicazioni etiche, sociali e giuridiche, continua a circondare lo studio delle cellule staminali. Queste cellule, capaci di autorinnovarsi in coltura e non specializzate per svolgere un’unica e definitiva funzione all’interno dell’organismo, ma ancora relativamente indeterminate e potenziali rispetto ad essa, rappresentano la naturale sorgente citologica dalla quale si formano tutti i tessuti del corpo durante lo sviluppo e attraverso la quale gli stessi tessuti possono rinnovarsi ove richiesto in alcune condizioni fisiologiche o patologiche, sostituendo le cellule non più funzionali.

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Un notevole interesse scientifico e clinico, non disgiunto da un ampio dibattito pubblico sulle sue implicazioni etiche, sociali e giuridiche, continua a circondare lo studio delle cellule staminali. Queste cellule, capaci di autorinnovarsi in coltura e non specializzate per svolgere un’unica e definitiva funzione all’interno dell’organismo, ma ancora relativamente indeterminate e potenziali rispetto ad essa, rappresentano la naturale sorgente citologica dalla quale si formano tutti i tessuti del corpo durante lo sviluppo e attraverso la quale gli stessi tessuti possono rinnovarsi ove richiesto in alcune condizioni fisiologiche o patologiche, sostituendo le cellule non più funzionali.

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Questo "manifesto" viene pubblicato come appendice al comunicato finale della IX Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita. Esso rappresenta un frutto concreto dei lavori assembleari, quest'anno dedicati al tema "Etica della ricerca biomedica. Per una visione cristiana", che viene presentato come proposta aperta alla quale aderire liberamente.

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1. A partire dagli anni '70, con inizio nei Paesi più sviluppati nel mondo, è venuta diffondendosi una insistente campagna a favore dell'eutanasia intesa come azione o omissione che di natura sua e nelle intenzioni provoca l'interruzione della vita del malato grave o anche del neonato malformato. Il motivo che abitualmente si adduce è quello di voler così risparmiare al paziente stesso sofferenze definite inutili. Si sono sviluppate campagne e strategie in questo senso.
La PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA propone alcune considerazioni sull'argomento. 
 

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Redazione Segnala "di Gino Concetti. Si sta dibattendo in diversi Stati il problema della fecondazione post mortem. Il problema non è una novità scientifica né giuridica. Organi di stampa hanno riferito che il procedimento è stato attuato in alcuni casi di coppie, in cui è venuto meno tragicamente l'uomo e la donna è sopravvissuta...."
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ESSERE E AMORE. PER UN APPROCCIO PERSONALISTA ALLA BIOETICA di Graziano Borgonovo. Il dono dell'essere nell'amore umano. Sessualità e procreazione: 1. Fenomenologia ed ermeneutica della tendenza sessuale. 2. Metafisica del­l'amore. 3. Metafisica del pudore. 4. Il significato unitivo e il significato procreativo dell'a­more coniugale. 5. La possibilità del dono nell'esperienza della sterilità. 6. Conclusione. Per una convivenza più umana tra gli uomini.

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Mor - Bioetica: QUADERNO DI BIOETICA (I)
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ESSERE E AMORE. PER UN APPROCCIO PERSONALISTA ALLA BIOETICA di Graziano Borgonovo. Il dono dell'amore all'essere umano. Fondamenti antropologici: 1. La rivendi­cazione antropologica. 2. L'uomo è persona. 3. Il principio del personalismo etico. 4. L'a­nima e il corpo, l'unità della persona umana. 5. La genesi dell'atto libero. 6. «I nostri atti ci seguono»: virtù e vizi. 7. Antropologia, atto umano e legge morale naturale. 8. Antropolo­gia e interventi in campo biomedico.

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Un processo per decidere la sorte di alcuni embrioni congelati. Lejeune si precipita nella sperduta cittadina americana per partecipare come teste. Di più come avvocato di quei piccoli uomini. Una testimonianza di rara lucidità e, al tempo stesso, semplicità di cui vi riproponiamo ampi stralci.

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DOCUMENTO DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA

LA PROSPETTIVA DEGLI XENOTRAPIANTI

ASPETTI SCIENTIFICI E CONSIDERAZIONI ETICHE 26.09.2001

INTRODUZIONE

La chirurgia sostitutiva (trapianti) rappresenta la terapia d'elezione per diverse patologie umane. Tuttavia il fattore di limite al numero di trapianti che si possono effettuare è la carenza di organi e tessuti umani1. Lo xenotrapianto, ovvero il trapianto di organi, tessuti o cellule di una specie animale in un'altra specie, se applicato all’uomo, offrirebbe la possibilità di una enorme riserva di organi, tessuti o cellule per i trapianti rimediando così alla carenza "cronica" di donatori umani.

Prima, però, che lo xenotrapianto possa diventare una realtà clinica, è necessario risolvere alcuni problemi pratici. Uno di essi è il rigetto, processo mediante il quale il corpo della persona che riceve il trapianto (ricevente) cerca di sbarazzarsi del trapianto stesso. Un altro problema è assicurare il corretto funzionamento del trapianto nel nuovo ospite, superando la barriera di specie. Inoltre vi è la necessità di minimizzare la possibilità di introduzione, attraverso il trapianto, di nuovi agenti infettivi nella popolazione umana.

Oltre ai problemi scientifici, lo xenotrapianto solleva poi altre questioni che richiedono considerazioni di natura teologica, antropologica, psicologica ed etica, nonché l’esame di problematiche legali e di questioni procedurali.

PRIMA PARTE – ASPETTI SCIENTIFICI

Cenni storici

1. Fino ad oggi, abbiamo un’esperienza molto limitata di trapianti xenogenici (cioè, provenienti da specie diversa da quella del ricevente) di organi o tessuti in riceventi umani. I primi tentativi, compiuti usando la terapia immunosoppressiva per i pazienti riceventi, al fine di prolungare la sopravvivenza dell'organo trapiantato, sono stati effettuati negli anni '60 e all'inizio degli anni '70. In quel periodo il risultato più eclatante fu la sopravvivenza per nove mesi di un rene di scimpanzé trapiantato in un ricevente umano da Reemtsma e collaboratori2. Negli anni '80, fu trapiantato in una bambina (Baby Fae) un cuore di babbuino, che sopravvisse per breve tempo3; dopo poche settimane, infatti, sopravvenne il rigetto. Negli anni '90, due fegati di babbuino furono trapiantati in due pazienti da STARZL e collaboratori 4. Questi due pazienti sopravvissero l'uno per settanta giorni e l'altro per ventisei giorni. In particolare il primo paziente, al quinto giorno dopo il trapianto, fu sottoposto a dieta orale e passò la maggior parte dei suoi settanta giorni di sopravvivenza in una normale corsia, uscendo anche, in un'occasione, dall'ospedale per breve tempo5. Tuttavia, in uno dei due casi, sembra che un patogeno di babbuino (citomegalovirus) sia stato trasferito al paziente, anche se egli non sviluppò alcuna malattia6. In entrambi i pazienti si rilevò una massa epatica adeguatamente funzionante, sufficiente a sostenere la vita. Il fegato di babbuino sintetizzava proteine di babbuino che, in qualche caso, assumevano livelli ematici caratteristici del babbuino e non dell'uomo. La possibile incompatibilità molecolare di queste proteine costituisce un potenziale problema di funzionalità nell'uomo.

Furono anche tentati trapianti di cuore (tre casi) o di fegato (un caso) di maiale; tuttavia in nessun caso il paziente sopravvisse più di ventiquattro ore7.

Mentre, in passato, sono stati preferiti i primati non umani come fonte di organi, attualmente la comunità scientifica, nonché i preposti Organismi di quei Paesi che si sono occupati del problema, hanno escluso l'utilizzo di tali animali come fonte di organi, sia a causa del maggior rischio di trasmissione di infezioni, sia per altre considerazioni di ordine etico e pratico8. Di conseguenza, molti ricercatori hanno scelto di utilizzare i maiali come fonte potenziale di organi, tessuti o cellule per lo xenotrapianto9. L'uso dell'ingegneria genetica ha consentito di migliorare significativamente il tempo di sopravvivenza di un organo di maiale trapiantato in un primate non umano immunosoppresso10, anche se il tempo di sopravvivenza di tali organi non è ancora paragonabile a quello di organi umani trapiantati nell'uomo. Alcune barriere allo xenotrapianto, dunque, restano11.

L'ulteriore modificazione genetica degli animali donatori e/o l'uso di altri/nuovi farmaci immunosoppressori sono i due approcci attualmente considerati per prolungare ulteriormente la sopravvivenza di uno xenotrapianto12. Da quanto detto, risulta evidente come molte ricerche nell'ambito dello xenotrapianto siano ancora necessarie e debbano essere compiute.

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Nota: _____________________________________ 1 Cfr. Evans R., Orians C., Ascher N., The potential supply of organ donors;an assessment of the efficacy of organ procurement efforts in the United States. JAMA 1992; 267:239-46. 2 Cfr. Reemtsma K., Mccracken B.H.,Sschlegel J.U., et al. Renal heterotransplantation in man, Ann Surg, 1964, 160:384. 3 CFR. BaileyL.L., Nehlsen-Canarella S.L., Concepcion w., et al. Baboon-to-human cardiac xenotransplantation in a neonate, Jama, 1985, 254:3321. 4 Cfr. Starzl T.E.,Fung J.J., Tzakis A.G., et al. Baboon to human liver transplantation, Lancet, 1993, 341:65. 5 Cfr. Marino I.R., Doyle H.R., Nour B., Starzl T.E. Baboon liver xenotransplantation In: Cooper DKC, Kemp E, Platt JL, White DJG, eds. Xeno-transplantation. The Transplantation of Organs and Tissues Between Species. 2nd ed. Berlin: Springer-Verlag 1997: 793-811. 6 Cfr. Michaels MG, Jenkins FJ, St George K, Nalesnik MA, Starzl Te, Rinaldo CR JR., Detection of infectious baboon cytomegalovirus after baboon-to-human liver xenotransplantation. J Virol. 2001; 75:2825-8. 7 Cfr. Taniguchi S., Cooper D.K.C. Clinical xenotransplantation – A brief review of the world experience. In: Taniguchi S., Cooper D.K.C. Cooper DKC, Kemp E, Platt JL, White DJG, eds. Xeno-transplantation. The Transplantation of Organs and Tissues Between Species. 2nd ed. Berlin: Springer-Verlag 1997: 776-792. 8 Cfr. Allan j.f. Xenotransplantation at a crossroad: prevention versus progress. Nature Med. 1996, 2:18-21; Hammer c., Linke r., Wagner F., Iefenbeck m., Organs from animals for man, Int. Arch. Allergy Immunol., 1998, 116:5-21. 9 Cfr. Hammer c., Linke r., Wagner f., Diefenbeck m., Organs from animals for man, Int. Arch. Allergy Immunol., 1998, 116:5-21; Cooper D.K.C, ye y., rolf j.l.l., et al., The Pig as Potential Organ Donor for Man. In: cooper dkc, kemp e, reemtsma k, white djg, eds. Xeno-transplantation. The Transplantation of Organs and Tissues Between Species. 1st ed. Berlin: Springer-Verlag 1991: 481-500. 10 Cfr. loss m., vangerow b., schmidtko j., et al., Acute vascular rejection is associated with systemic complement activation in a pig-to-primate kidney xenograft model, Xenotransplantation 2000, 7:186-96; Cozzi E., Bhatti F., Schmoeckel M. et al., Long-term survival of nonhuman primates receiving life-supporting transgenic porcine kidney xenografts, Transplantation 2000, 70:15-21; Vial C.M., Ostlie D.J., Bhatti FN. et al., Life supporting function for over one month of a transgenic porcine heart in a baboon, J Heart Lung Transplant 2000, 19:224-9; Bhatti F.N., Schmoeckel M., Zaidi A et al., Three-month survival of HDAF transgenic pig hearts transplanted into primates, Transplant Proc. 1999, 31: 958; Diamond L.E., Quinn C.M., Martin M.J., et al., A human CD46 transgenic pig model system for the study of discordant xenotransplantation, Transplantation 2001; 7: 132; Lin S.S., Weidner B.C., Byrne G.W., et al., The role of antibodies in acute vascular rejection of pig-to-primate cardiac transplants. J Clin Invest 1998; 101:1745-1756. 11 Cfr. Starzl T.E., Rao A.S., Murase N., et al., Will xenotransplantation ever be feasible?, J Am Coll Surg 1998, 186(4):383-7. 12 Cfr. Auchincloss H.Jr., Sachs D.H., Xenogeneic transplantation, Annu.Rev.Immunol. 1998, 16:433-70. 13 L’espressione "animale donatore" ha in questo testo un significato esclusivamente tecnico e traduce, nella maniera più diretta e sintetica possibile, l’inglese "source animal"; fuori da tale contesto, infatti, l’aggettivo "donatore", che implica in se stesso il concetto di libertà e di capacità di consenso, risulterebbe improprio poichè riferito all’animale, che ovviamente non ha tali caratteristiche. 14 Cfr. Platt J.L., Fischel R.J., Matas A.J., et al., Immunopathology of hyperacute xenograft rejection in a swine-to-primate model, Transplantation 1991, 52:214-220; Dalmasso A.P., Vercellotti G.M., Fischel R.J., et al., Mechanisms of complement activation in the hyperacute rejection of porcine organs transplanted into primate recipients, Am J Pathol 1992, 140:1157-66. 15 Cfr. Good A.H., Cooper D.K.C., Malcom A.J. et al., Identification of carbohydrate structures which bind human antiporcine antibodies: implications for discordant xenografting in man, Transplant Proc 1992, 24:559-60; Sandrin M.S., Vaughan H.A., Dabkowski P.L., et al., Anti-pig IgM antibodies in human serum react predominantly with Gal(a1-3)Gal epitopes, PNAS 1993, 90:11391-5. 16 Cfr. Leventhal J.R., John R., Fryer J.P., et al., Removal of baboon and human antiporcine IgG and IgM natural antibodies by immunoadsorption: Results of in vitro and in vivo studies, Transplantation 1995, 59:294-300; Cooper D.K.C., Lexer G., Rose A.G., et al., Effects of cyclosporine and antibody adsorption on pig cardiac xenograft survival in the baboon, J. Heart. Transplant. 1988, 7:238-46; Latinne D., Soares M., Havaux X., et al., Depletion of IgM xenoreactive natural antibodies by injection of anti-mu monoclonal antibodies, Immunol Rev 1994, 141:95-125; Rydberg L., Hallberg E., Bjorck S., et al., Studies on the removal of anti-pig xenoantibodies in the human by plasmapheresis/immunoadsorption, Xenotransplantation 1995, 2:253-63. 17 Cfr. Gewurz H., Clark D.S., Finstad J., et al., Role of the complement system in graft rejections in experimental animals and man, Ann N Y Acad Sci 1966, 129:673-713; Pruitt S.K., Kirk D.A., Bollinger R.R., et al., The effect of soluble complement receptor type1 on hyperacute rejection of porcine xenografts, Transplantation 1994, 57:363-70; Kobayashi T., Neethling F.A., Koren E., et al., In vitro and in vivo investigation of anticomplement agents FUT-175 and K76COOH, in the prevention of hyperacute rejection following discordant xenotransplantation in a nonhuman primate model, Trans Proc 1996, 28:604; Kroshus T.J., Rollins S.A., Dalmasso A.P., et al., Complement inhibition with an anti-C5 monoclonal antibody prevents acute cardiac tissue injury in an ex vivo model of pit-to-human xenotransplantation, Transplantation 1995, 60:1194-202. 18 Cfr. Bach F.H., Turman M.A., Vercellotti G.M., et al., Accommodation: a working paradigm for progressing toward clinical discordant xenografting, Transplant Proc. 1991;23: 205-7; Dalmasso A.P., Vercellotti G.M., Platt J.L., Bach F:H., Inhibition of complement mediated endothelial cell cytotoxicity by decay accelerating factor. Potential for prevention of xenograft hyperacute rejection, Transplantation 1991; 52:530-3. 19 Cfr. Diamond L.E., Quinn C.M., Martin M.J., et al., A human CD46 transgenic pig model system for the study of discordant xenotransplantation, Transplantation 2001; 7: 132; Cozzi E., White D.J.G., The generation of transgenic pigs as potential organ donors for humans, Nature Medicine 1995, 1:964-6; Fodor W.L., Williams B.L., Matis L.A., et al., Expression of a functional human complement inhibitor in a transgenic pig as a model for the prevention of xenogeneic hyperacute organ rejection, Proc Natl Acad Sci 1994, 91:11153-7; McCurry K.R., Kooyman D.L., Alvarado C.G., et al., Human complement regulatory proteins protect swine-to-primate cardiac xenografts from tumoral injury, Nature Med 1995, 1:423-7; Cowan P.J., Aminian A., Barlow H., et al., Renal xenografts from triple-transgenic pigs are not hyperacutely rejected but cause coagulopathy in non-immunosuppressed baboons, Transplantation 2000, 69:2504-15; Lavitrano M, Forni M, Varzi V, et al., Sperm-mediated gene transfer: production of pigs transgenic for a human regulator of complement activation, Transplant Proc 1997;29:3508-9. 20 Cfr. Sandrin M.S., Fodor W.L., Mouhtouris E., et al., Enzymatic remodeling of the carbohydrate surface of a xenogenic cell substantially reduces human antibody binding and complement-mediated cytolysis, Nature Medicine 1995, 1:1261-7. 21 Cfr. Soares M.P., Lin Y., Sato K., et al., Pathogenesis of and potential therapies for delayed xenograft rejection, Opin Organ Transplant 1999 4:80-8. 22 Cfr. Han***** W.W., Delayed xenograft rejection, World J.Surg. 1997, 21:917-23; Platt J.L., Lin S.S. and McGregor C.G.A., Acute vascular rejection, Xenotransplantation 1998, 5:169-175. 23 Cfr. Cozzi E., Bhatti F., Schmoeckel M. et al., Long-term survival of nonhuman primates receiving life-supporting transgenic porcine kidney xenografts, Transplantation 2000, 70:15-21; Vial C.M., Ostlie D.J., Bhatti FN. et al., Life supporting function for over one month of a transgenic porcine heart in a baboon, J Heart Lung Transplant 2000, 19:224-9. 24 Cfr. Bach F.H., Xenotransplantation: problems and prospects, Annu.Rev.Med.1998, 49:301-10. 25 Cfr. Yamada A., Auchincloss H.Jr., Cell-mediated xenograft rejection, Current Opinion in Organ Transplantation 1999, 4: 90-94. 26 Cfr. Auchincloss H.Jr., Sachs D.H., Xenogeneic transplantation, Annu.Rev.Immunol. 1998, 16:433-70. 27 Cfr. Bach F.H., Ferran C., Soares M., et al., Modification of vascular responses in xenotransplantation: inflammation and apoptosis, Nat. Med 1997. 3:944-8. 28 Cfr. Soares M.P., Lin Y., Sato K., et al., Pathogenesis of and potential therapies for delayed xenograft rejection, Opin Organ Transplant 1999 4:80-8; Hasan R.I.R., van den Bogarde J., Forty J., et al., Prolonged Survival of Hamster to Rat Heart xenografts with Cyclophosphamide Therapy, Transplant Proceedings 1992, 24:517-518. 29 Cfr. Hasan R.I.R., van den Bogarde J., Forty J., et al., Prolonged Survival of Hamster to Rat Heart xenografts with Cyclophosphamide Therapy, Transplant Proceedings 1992, 24:517-518. 30 Cfr. Soares M.P., Lin Y., Sato K., et al., Accommodation, Immunol Today 1999, 20:434-7. 31 Cfr. Soares M.P., Lin Y., Sato K., et al., Accommodation, Immunol Today 1999, 20:434-7; Lin Y., Soares M.P., Sato K., et al., Accommodated xenografts survive in the presence of anti-donor antibodies and complement that precipitate rejection of naive xenografts, J Immunol. 1999 Sep 1;163(5):2850-7. 32 Cfr. Alexandre G.P.J, Latinne D., Gianello P., et al., Preformed cytotoxic antibodies and ABO-incompatible grafts, Clin Transpl 1991; 5: 583-587. 33 Cfr. Cozzi E., Bhatti F., Schmoeckel M. et al., Long-term survival of nonhuman primates receiving life-supporting transgenic porcine kidney xenografts, Transplantation 2000, 70:15-21; Vial C.M., Ostlie D.J., Bhatti FN. et al., Life supporting function for over one month of a transgenic porcine heart in a baboon, J Heart Lung Transplant 2000, 19:224-9. 34 Cfr. McCurry K.R., Kooyman D.L., Alvarado C.G., et al., Human complement regulatory proteins protect swine-to-primate cardiac xenografts from tumoral injury, Nature Med 1995, 1:423-7; Cozzi E., Yannoutsos N., Langford G.A. et al., Effect of transgenic expression of human decay-accelerating factor on the inhibition of hyperacute rejection of pig organs. In: Cooper DKC, Kemp E, Platt JL, White DJG, eds. Xeno-transplantation. The Transplantation of Organs and Tissues Between Species. 2nd ed. Berlin: Springer-Verlag 1997: 665-682. 35 Cfr. Cozzi E., Bhatti F., Schmoeckel M. et al., Long-term survival of nonhuman primates receiving life-supporting transgenic porcine kidney xenografts, Transplantation 2000, 70:15-21; Bhatti F.N., Schmoeckel M., Zaidi A et al., Three-month survival of HDAF transgenic pig hearts transplanted into primates, Transplant Proc. 1999, 31: 958; McCurry K.R., Kooyman D.L., Alvarado C.G., et al., Human complement regulatory proteins protect swine-to-primate cardiac xenografts from tumoral injury, Nature Med 1995, 1:423-7. 36 Cfr. Bhatti F.N., Schmoeckel M., Zaidi A et al., Three-month survival of HDAF transgenic pig hearts transplanted into primates, Transplant Proc. 1999, 31: 958. 37 Cfr. Vial C.M., Ostlie D.J., Bhatti FN. et al., Life supporting function for over one month of a transgenic porcine heart in a baboon, J Heart Lung Transplant 2000, 19:224-9. 38 Cfr. Cozzi E., Bhatti F., Schmoeckel M. et al., Long-term survival of nonhuman primates receiving life-supporting transgenic porcine kidney xenografts, Transplantation 2000, 70:15-21. 39 Cfr. Onions D., Cooper D.K., Alexander T.J., et al., An approach to the control of disease transmission in pig-to-human xenotransplantation, Xenotransplantation 2000; 7:143-155. 40 Cfr. Iverson W.O., Talbot T., Definition of a production Specification for xenotransplantation, Ann NY Acad Sc 1998, 862:121-124. 41 Cfr. Boeke J.D., Stoye J.P., Retrotransposons, endogenous retroviruses, and the evolution of retroelements, Chapter 8 In: Retroviruses. (J. M. Coffin, S. H. Hughes, and H. E. Varmus eds) Cold Spring Harbor Press, Cold Spring Harbor, N.Y. 1997; 343-435. 42 Cfr. Patience C, Takeuchi Y, Weiss RA, 1997, Infection of human cells by an endogenous retrovirus of pigs. Nature Med 3:282-286. 43 Cfr. Paradis K, Langford G, Zhifeng L, Heneine, Sandstrom P, Switzer W, Chapman L, Lockey C, Onions D, The XEN111 Study group, et al, 1999, Search for cross-species transmission of porcine endogenous retrovirus in patients treated with living pig tissue. Science 285:1236-41. 44 Cfr. Polejaeva I.A., Chen S.H., Vaught T.D., et al., Cloned pigs produced by nuclear transfer from adult somatic cells, Nature. 2000, 407:86-90; Onishi A., Iwamoto M., Akita T., et al., Pig cloning by microinjection of fetal fibroblast nuclei, Science. 2000, 289:1188-90. 45 Cfr. Harvey D.M., Caskey C.T., Inducible control of gene expression: prospects for gene therapy, Curr Opin Chem Biol 1998, 2:512-8. 46 Cfr. Groth C.G., Korsgren O., Tibell, A., et al., Transplantation of Porcine fetal pancreas to diabetic patients, Lancet, 1994, 344:1402-1404. 47 Cfr. Brevig T., Holgersson J., Widner H., Xenotransplantation for CNS repair: immunological barriers and strategies to overcome them, Trends Neurosci 2000; 23: 337-44. 48 Cfr. Mc Laughlin B.E., Tosone C.M., Custer L.M., Mullon C., Overview of extracorporeal liver support system and clinical results, Ann. NY Acad. Sci., 1999, 875: 310-325; Calise F., Mancini A., Amoroso P. et al., Functional evaluation of the AMC-BAL to be employed in a multicenter clinical trial for acute liver failure, Transpl. Proceed., 2001, 33: 647-649. 49 Cfr. Cooper D.K.C., Keogh A.M., Brink J., et al., Report of the xenotransplantation advisory committee of the international society for heart and lung transplantation. The present status of xenotransplantation and its potential role in the treatment of end-stage cardiac and pulmonary disease. J. Heart Lung Transpl. 2000, 19:1125-1165. 50 Cfr. Cozzi E., Bhatti F., Schmoeckel M. et al., Long-term survival of nonhuman primates receiving life-supporting transgenic porcine kidney xenografts, Transplantation 2000, 70:15-21; Vial C.M., Ostlie D.J., Bhatti FN. et al., Life supporting function for over one month of a transgenic porcine heart in a baboon, J Heart Lung Transplant 2000, 19:224-9; Bhatti F.N., Schmoeckel M., Zaidi A et al., Three-month survival of HDAF transgenic pig hearts transplanted into primates, Transplant Proc. 1999, 31: 958. 51 Ci si riferisce allo schema narrativo, di taglio teologico-liturgico, adottato in Gen. 1, 1-31; per una più piena comprensione del quadro antropologico biblico, dal punto di vista protologico, occorre tener presente anche il secondo racconto della creazione, in Gen. 2, 1-25 52 Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Laborem exercens, n. 4 53 Conc. Vat. II, Costituzione Dogmatica Lumen Gentium, n. 36 54 Conc. Vat. II, Decreto Apostolicam actuositatem, n. 7 55 S. Ireneo di Lione, Trattato contro le eresie, Lib. 4, 20, 7 56 Vedi Bondolfi A., I rapporti tra uomo e animale nelle tradizioni giudaico-cristiane e la sfida degli xenotrapianti, in L’arco di Giano, 1999; 21: 49-62; D’Agostino F., I diritti degli animali, in Bioetica nella prospettiva della filosofia del diritto, 1997, Giappichelli Ed., Torino, pp. 239-265. 57 Vedi: Singer P., Animal Liberation, 2nd edit., 1995, Pimlico, London; Regan T., The case for Animal Rights, 1983, London, Routledge & Kegan Paul; Christian Medical Fellowship, Animal experimentation, 1997, (http://www.cmf.org.uk, 10/7/2001). 58 Si vedano le riflessioni sulla responsabilità umana per la vita animale di Schockenhoff E., Etica della vita. Un compendio teologico, Brescia: Queriniana 1997: 407-451. 59 Il precetto veterotestamentario che considerava impuri alcuni animali (cfr. Lv. 11,3-8.26-29) è da considerarsi abolito da Cristo (cfr. Mc. 7,14-23; At. 10,14-15; Rom. 14,14). 60 Occorre osservare che gli "indicatori di identità", nella persona umana, sono molteplici (obiettivi: nome, sesso, età, ecc. – culturali: lingua, religione, ideologia, ecc. – di gruppo – sociale – professionale). 61 Cfr. Grinberg L. e R., Identità e cambiamento, Roma: Armando, 1992; Jervis G., La conquista dell’identità: essere se stessi, essere diversi, Milano: Feltrinelli, 1997. 62 È bene precisare che, mentre l’encefalo è in relazione all’identità personale del soggetto in quanto organo che rappresenta la "sede principale della sua coscienza psicologica", il "deposito" della sua memoria esistenziale, le gonadi lo sono in quanto organi deputati alla gametogenesi (produzione di gameti); esse rappresentano, per così dire, il "trasmettitore", mediante la procreazione, dell’identità personale (patrimonio genetico) del soggetto alla sua discendenza. Per questo motivo, mentre un ipotetico trapianto dell’encefalo non potrebbe in nessun caso essere considerato moralmente lecito, un eventuale trapianto di gonadi non lo sarebbe se fosse finalizzato alla funzione gametogenetica . Diversamente, un trapianto di gonadi che fosse concepito esclusivamente a scopo ormonogenetico (cioè, per il ripristino di una funzione ormonale sufficiente), una volta assicurata l’integrità dell’identità personale del soggetto ricevente,e assicurata la mancanza di connessione con la procreazione, non presenterebbe particolari riserve morali. A questo proposito, vedi Faggioni M.P., Il trapianto di gonadi. Storia e attualità, Med Mor 1998, 48: 15-46. 63 Vedi Cuer P., Quelques considérations éthiques, notamment sur l’identité lors de xénotrasplantations, Path Biol (Paris) 2000, 48 : 426-428. 64 Cfr. anche Giovanni Paolo II, Discorso ai partecipanti al XVIII Congresso Internazionale sui trapianti d’organi, 20/6/1991; Catechismo della Chiesa Cattolica (1994) n. 2296; Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Evangelium Vitae (1995) n. 86; Pont. Cons. Past. Operat. Sanit., Carta degli Operatori Sanitari (1995), nn. 83-91. 65 Per prendere visione del dibattito in corso, vedi: Caplan A.L., Is Xenografting Morally Wrong?, Transplantation Proceedings, 1992, 24:722-727; Hanson M.J., The Seductive Sirens of Medical Progress. The case of Xenotransplantation, Hastings Center Report 1995, 25: 5-6; Nuffield Council of Bioethics, Animal-to-Human Transplants: the Ethics of Xenotransplantation, London: Nuffield Council of Bioethics, 1996; Mc Carthy Ch.R., A New Look at Animal-to-Human Organ Transplantation, Kennedy Institute of Ethics Journal, 1996, 6: 183-188; U.S. Institute of Medicine Committee on Xenograft Transplantation, Xenotransplantation: Science, Ethics, and Public Policy, Washington: National Academy Press, 1996 ; Bach F.H., Fishman J.A., Daniels N., et al., Uncertainty in Xenotransplantation: Individual Benefit versus Collective Risk, Nature Medicine, 1998, 4: 141-144; Hughes J., Xenografting: Ethical Issues, Journal of Medical Ethics, 1998, 24: 18-24; Vanderpool H.Y., Critical Ethical Issues in Clinical Trials with Xenotransplants, The Lancet, 1998, 351: 1347-1350; Clark M.A., This Little Piggy Went to Market: The Xenotransplantation and Xenozoonose Debate, Journal of Law, Medicine and Ethics, 1999, 27: 137-152; Comité Consultatif National d’Éthique pour les sciences de la vie et de la santé (France), Avis sur l’éthique et la xénotransplantation, n.61, 11 juin 1999; Cooper D.K.C., Lanza R.P., Xeno, the Promise of Transplanting Animal Organs into Humans, New York: Oxford University Press 2000; U.S. Dpt. Healt & Human Services, Food and Drug Administration, Center for Biologics Evaluation and Research, Source animal, product, preclinical, and clinical issues concerning the use of Xenotransplantation products in humans: guidance for industry (Draft, February 2001), http://www.fda.gov/cber/guidelines.htm. 66 Cfr. Schöne-Seifert B., Risk, in Reich T.W. (ed.), Encyclopedia of Bioethics, vol. 4, New York: MacMillan 1995 (revised edition), 2316-2321. 67 Uno sguardo d’insieme sulle reazioni sociali ai diversi aspetti dello xenotrapianto: Appel J.Z., Alwayn I.P., Cooper D.K., Xenotransplantation: The Challenge to Current Psychological Attitudes, Prog Transplant 2000, 10: 217-225. 68 Vedi Beckmann J.P., Xenotransplantation aus ethischer Sicht. Eine Skizze, Zentralbl Chir 1999, 124: 636-640; Welin S., Starting Clinical Trials of Xenotransplantation. Reflections on the Ethics of the Early Phase, J Med Ethics 2000, 26: 231-236. 69 A tal proposito, sono state condotte alcune inchieste tra la popolazione, per sondare il grado di accettazione del pubblico nei riguardi di un eventuale xenotrapianto. Vedi, ad es. Mohacsi P.J., Blumer E.C., Quine S. et Al., Aversion to Xenotransplantation, Nature, 1995, 378 :434 ; National Kidney Federation, Survey reveals positive feelings on animal-to-human transplants, Dialysis and Transplantation, 1995, p. 677; Mohacsi P.J. et Al., Patients attitudes to xenotransplantations, Lancet 1997, 349:1031. 70 Vedi Crafen J., Rodin G.M., Psychiatric Aspects of Organ Transplantation, New York: Oxford Medical Publications, 1992. 71 Vedi Barker J.H., Polcrack L., Respect for persons, informed consent and the assessment of infectious disease risks in xenotransplantation, Med Health Care Philos 2001, 4(1): 53-70. 72 Vedi Kress J.M., Xenotransplantation: ethics and economics, Food Drug Law Journal 1998, 53 (2):353-384; Urruela Mora A., Workshop on the ethical, sociologic, economic and legal aspects of xenotransplantation, Law Hum Genome Rev 2000 Jan-Jun;(12):245-6. 73 Cfr. Trattato di Cooperazione sui Brevetti (Washington, 1970), art.33; Convenzione del Brevetto Europeo (Monaco di Baviera, 1973), 54-57; vedi anche Marchetti P., Ubertazzi L.C., Commentario breve al diritto della concorrenza, Padova, CEDAM, 1997:1343. 74 Cfr. WIPO/OMPI, Introduction to Intellectual Property: Theory and Practice, Kluwer Law International, London 1998: 145-150; Accordo di Marrakech istitutivo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, Annesso 1C: Accordo sugli aspetti della proprietà intellettuale relativi al commercio (Marrakech, 1994), art.31. 75 Citiamo, a titolo esemplificativo, alcuni importanti Organismi che hanno elaborato degli orientamenti in materia: the Council of Europe, the Health Council of the Netherlands, the Swedish Committee on Xenotransplantation, the Spanish Xenotransplantation Sub-committee, the Argentine National Commission on Xenotransplantation, the US Department of Health and Human Services Committee on Xenotransplantation, the United Kingdom Xenotransplantation Interim Regulatory Authority, and the Italian Xenotransplantation Commission. In France, the ethical aspects are currently being examined by the French National Ethics Committee and applications for clinical trials will need the approval of the newly formed Agency for the Security of Health Products and of the Ministry of Health. In Germany, the German Medical Council has established a committee to prepare guidelines on xenotransplantation. In Canada 'Health Canada' has the authority to regulate xenotransplantation as a new technology.
Redazione Segnala "Intervento della Pontificia Accademia per la Vita per fare, a distanza di qualche tempo e in una fase piu' distaccata, un esame attento degli esperimenti di clonazione compiuti, fatto avvertito come un evento sconvolgente "
Redazione Segnala "Il dibattito sulla realizzabilita', opportunita' e liceita' morale della clonazione umana si e' recentemente riacceso in conseguenza di notizie su esperimenti (eseguiti o previsti) e su autorizzazioni per progetti di ricerca"
Redazione Segnala "Pontificia Accademia per la Vita: forme nascoste di aggressione agli individui piu' deboli ed indifesi, come e' il caso dell'embrione umano"
Redazione Segnala "di d. LINO CICCONE

Fino a pochi decenni fa, in Italia, tutta una serie di comportamenti e di situazioni di vita, trovava concorde e netta valutazione morale nella grande maggioranza dei cittadini e nell'ordinamento giuridico dello Stato. Si pensi, ad esempio, all'indissolubilità del matrimonio, alle pratiche anticoncezionali, all'aborto procurato. Il rapido e tumultuoso cammino culturale compiuto dall'Italia nel dopoguerra ha rimesso in questione molti di questi comportamenti e situazioni, giungendo a capovolgere la loro valutazione nella maggioranza della popolazione e nelle leggi. Si è avuta così per stare agli esempi accennati, la legalizzazione del divorzio la diffusione, ad opera dello stesso Stato, della contraccezione, la legalizzazione dell'aborto.
Nel vivace dibattito che ha sempre accompagnato ognuno di tali capovolgimenti, non poche modalità si sono puntualmente ripresentate, con una costanza che non può non essere significativa. Tra queste "costanti", c'è stata quella di vedere prospettata una duplice morale: una, valida solo per i cattolici, l'altra per i "laici", o non-credenti.
Ha finito così col prendere piede l'idea che la condanna morale del divorzio, della contraccezione e dell'aborto, sia una posizione che può avere giustificazioni unicamente sulla base e all'interno della fede; vale, dunque, solo per i credenti. I non credenti perciò (è stato detto e ripetuto) hanno tutto il diritto di pensarla diversamente e di comportarsi di conseguenza. E lo Stato deve rispettare tale diritto. Si è arrivati quindi a ritenere indebita l'azione dei cattolici impegnati in politica, quando hanno cercato di impedire l'approvazione di leggi che consentono, ad esempio, o il divorzio o l'aborto.
Nei loro discorsi, posizioni, iniziative, si è voluto vedere addirittura una volontà di sopraffazione, cioè un voler imporre leggi e norme "cattoliche" anche a quanti non sono e non vogliono essere cattolici. Si è pure denunciato, come indebita e intollerabile ingerenza, ogni intervento in materia da parte del Magistero ecclesiale, sia del Sommo Pontefice sia dell'Episcopato italiano.
La creazione di una simile spaccatura ha reso impossibile un vero dialogo tra posizioni divergenti. Una spaccatura che suppone, sul piano dottrinale, l'affermazione che non esiste, neppure a livello di valori umani fondamentali, una morale semplicemente umana, valida per tutti gli uomini, perché scaturisce da la comune natura umana, indipendentemente da elementi conoscibili solo per le vie sovrarazionali della rivelazione divina e della fede.
Ad approfondire ulteriormente il fossato è intervenuto un altro fattore: l'aspetto politico di ognuno di quei problemi ha finito per diventare non solo preminente, ma totalizzante, fino ad oscurare gli altri aspetti a cominciare da quello specificamente etico. A problemi di tanta gravità e importanza, quali il divorzio e l'aborto, in cui sono in gioco i valori fondamentali della convivenza umana, cioè la vita e l'amore, non poteva capitare disavventura peggiore. Una volta visti, infatti, come problemi di politica, se ne sono impossessati i partiti con tutte le conseguenze che questo comporta. Prima fra tutte, quella di vedere affrontati i problemi, con soluzioni già ideologicamente precostituite, con la sola volontà di avere partita vinta sugli avversari, con quella partigianeria e passionalità che è l'esatto o posto della serena e seria ricerca di soluzioni fondate su una approfondita conoscenza dei termini reali del problema, dell'esperienza già fatta da altri Stati (preziosa per risparmiare alla nazione di ripercorrere stupidamente vie già risultate erronee e dannose), tutto il contrario, insomma, di una ricerca sincera della verità e dell'autentico bene comune.
Sta ora venendo avanti un altro problema, non meno grave, perché ancora una volta è in gioco un valore primario, quello della vita. Il problema che si prospetta è quello della legittimazione dell'eutanasia. Anche se qualche progetto di legge è stato presentato, il problema non è ancora entrato nel campo infido della lotta politica tra i partiti. E ancora possibile, perciò, affrontarlo con tutta la pacatezza e la serietà necessaria.
Inoltre, nel tentativo di evitare, prevenendolo, che si crei anche qui il fossato tra "cattolici" e "laici", mi propongo di trattare il problema anzitutto, e prevalentemente, su un piano puramente razionale, quello della Bioetica. Su questo piano, come è noto, il confronto tra studiosi di diversa estrazione, compresa quella cattolica, è un dato di fatto, collaudato e istituzionalizzato in quasi tutti gli Stati moderni, a tutti i livelli, da quelli di un Istituto Ospedaliero o di una Università, a quello nazionale e internazionale. E' del dicembre 1989 il
primo Simposio di Bioetica, promosso dal Consiglio d'Europa, a Strasburgo.
Porrò solo al termine, come ultimo e più breve capitolo, l'esposizione della dottrina della Chiesa cattolica in tema di eutanasia.
L'obiettivo che mi propongo è semplicemente quello di offrire un aiuto a riflettere, con serena serietà, su un problema che già oggi entra, come problema drammaticamente concreto in molte famiglie, e che un numero crescente di persone finirà per incrociare sul proprio cammino, con soluzioni umane, oppure disumane, anche in base a leggi alla cui elaborazione è ancora possibile dare un contributo responsabile.
[Tratto da: http://utenti.lycos.it/armeria/Eutanasia_indice.html ]

"
Redazione Segnala "L'Occidente saprà sfuggire oggi al fascino degli avvocati della secolarizzazione di cui la crescente indifferenza davanti alla diffusione dell'aborto e dell'eutanasia non è che una manifestazione? Dopo le grandi battaglie contro l'aborto, ora è contro l'eutanasia che occorre riprendere la lotta."
Redazione Segnala "di Michele C. del Re. La vita, bene o strumento? Il controllo della morte. Eutanasia attiva e passiva, rifiuto di terapia, rifiuto di terapia. Il consenso a morire. Limiti alla disponibilità del corpo e della vita. Morte pietosa e libera morte: il tormentato percorso Leggi vigenti. Riferimenti. Conclusione"
Redazione Segnala "La finalità di questo documento è di portare un contributo al dibattito che si sta sviluppando e ampliando nella letteratura scientifica ed etica e nell'opinione pubblica sulla produzione e utilizzazione delle cellule staminali embrionali"
Redazione Segnala "La "ricostruzione" va iniziata dal sapere che il bambino - oggi è falsamente inteso come veicolo della realizzazione di coppia - è un segno di dono, non un oggetto di narcisismo con cui autorealizzarsi, in quanto serve all'autorealizzazione individuale. Una bioetica umana dovrà quindi farsi più matura con l'assunzione di un modello relazionale di coppia concepita come sviluppo della persona secondo cui prima viene sempre l'Altro""
Mor - Bioetica: La riduzione embrionale
Redazione Segnala "Il Pontificio Consiglio per la Famiglia, essendo stato invitato ad esprimere la sua posizione sulla cosiddetta «riduzione embrionale», dopo aver consultato la Congregazione per la Dottrina della Fede pubblica questa Dichiarazione"
Mor - Bioetica: SULL'ABORTO PROCURATO
Redazione Segnala "Congregazione per la Dottrina della fede, istruzione Sull'aborto procurato, promulgata sotto il Pontificato di S. S. Paolo VI. Un insegnamento mirabile del Magistero Ordinario Universale che ripropone la dottrina di sempre e ricorda che la funzione della legge non è di registrare passivamente quel che si fa, ma di aiutare a far meglio; bisogna, pertanto, far bene attenzione a ciò che può comportare un cambiamento di legislazione: molti prenderanno per un'autorizzazione quel che altro non è che promozione del libertinismo"
Redazione Segnala "Della Congregazione per la Dottrina della Fede (1980). Eutanasia significava, nell'antichità, una morte dolce senza sofferenze atroci. Oggi ci si riferisce all'intervento della medicina diretto ad attenuare i dolori della malattia e dell'agonia, talvolta anche con il rischio di sopprimere prematuramente la vita. Il termine viene usato con il significato di procurare la morte per pietà, allo scopo di eliminare radicalmente le ultime sofferenze o di evitare dolore a bambini anormali, ai malati mentali o agli incurabili"
Redazione Segnala "Da ZENIT.org Per intero il comunicato finale diffuso il 16 marzo scorso dalla Pontificia Accademia per la Vita al termine della sua X Assemblea Plenaria."
Redazione Segnala "La Dichiarazione dell'Unesco si limita, al genoma umano e non definisce i titolari dei diritti che essa proclama; non afferma che essi sono di ogni essere umano sin dal momento in cui è individuato da un patrimonio genetico proprio. Sono assenti riferimenti all'embrione ed al feto: ciò apre la porta, in modo particolare nel campo degli interventi genetici, alle discriminazioni ed alle violazioni della dignità umana"

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