Di p. L. Taparelli d'Azeglio S.J.  1. Si riserva la libertà di acconciarsi alle occasioni. - 2. Due riguardi dell'economia sociale: ordine ed utilità. - 3. L'ordine dee conseguirsi movendo le persone. - 4. L'utilità assicurando i più deboli - 5. 1° nell'intelligenza coll'istruzione - 6. e col proteggere contro la parola prepotente, - 7. 2° nella volontà eccitando al lavoro - 8. senza danno della morale, - 9. 3° aumentando i mezzi di potenza e di capitale­ - 10. anche coll'associazione: - 11. rispettandone le proprietà nel fissare le gravezze e gli altri provvedimenti puhblici. - 12. Necessità di studiare l'utilità in economia. - 13. Perchè l'economia si riduca presso certi autori ad un trattato sopra il pauperismo.

Di p. L. Taparelli d'Azeglio S.J.  A cotesto assolutismo economico, del quale il Dunoyer censura bensì le prove, ma accetta e quasi rincalza le tesi, sembraci fare bel contrasto l'assennata temperanza del Du Mesnil; il quale vede benissimo la poca ragionevolezza di aforismi universali, introdotti sistematicamente in una scienza applicata, senza verun riguardo alle tante varietà relative della materia in cui s'introducono.

Mor - Economia: LA LIBERTÀ IN ECONOMIA

Di p. L. Taparelli d'Azeglio S.J. Dall'ordine soltanto può nascere il diritto; da quell'ordine universale, il quale altro non è che l'effetto inteso dalla Volontà creatrice, e che ella consegue o colla necessità nel mondo fisico o colla obbedienza del libero arbitrio nel mondo morale. Quando l'uomo giunge a conoscere qual è quell'ordine che da lui pretende il Creatore nel disponimento delle azioni libere, vede e sente la necessità morale ossia l'obbligazione di conformarvisi; e se non vuole violare gl'impulsi della propria ragione, della propria natura, si conforma colle sue operazioni a cotesta obbligazione, compiendo volontariamente e liberamente quell'ordine morale che il Creatore determinò per l'uomo e per la società.
 

Di p. L. Taparelli d'Azeglio S.J.  Corollarii spettanti alla materia ordinabile - 1. Due classi di Corollarii: l'ordine vero è sempre unito colla libertà vera. - 2. Coroll. I Non si chieda che il necessario. - 3. Coroll. II La ricchezza pubblica non è della persona governante. - 4. Coroll. III La legge si verifica in ogni specie di società. - 5. Coroll. IV Il suddito non ha per sé diritto a sindacare l'amministrazione. - Corollarii spettanti alle norme ordinative - 6. Coroll. I Il Governo è debitore principalmente ai più deboli, - 7. alla cui libertà non basta la pura indipendenza. - 8. Deboli sono anche le minoranze. - 9. Schiarimenti su questa proposizione. - 10. Coroll. II Necessità di concordia fra i due poteri, - 11. senza la quale la civiltà degenera in tirannia - 12. la quale sotto nome di separazione o di laicismo è vagheggiata dai liberali. - 13. Servigi gratuiti del cristianesimo alla società. - 14. Epilogo dei due primi corollarii. - 15. Coroll. III Riverenza alle relazioni ipotattiche. -16. Quali sudditi sono imponibili. - 17. Esenzione dei poveri esagerata dai rivoluzionari. - 18. Base dell'obbligo di contribuzione, il dovere di procacciare il bene comune - 19. rispettivamente voluto in ciascuna specie di società. - 20. Coordinazione di questi beni e dei doveri che ne risultano. - 21. Dovere politico. ­ 22. Dovere civile. - 23. Complicazione dei doveri di chi governa. ­- 24. Coroll. IV Rimedio al Centralismo; il pieno riconoscimento dei diritti. - 25. Epilogo.

Di p. L. Taparelli d'Azeglio S.J.   1. Necessità di stabilirne per principio l'autorità - 2. Quanto male essa sia compresa - 3. Suo fine è l'esternare l'ordine morale - 4. coordinando l'opere dei cittadini - 5. Se risponde del fine, dee regolare i mezzi - 6. Mezzi propri, mezzi comuni - 7. Assurdi di chi negasse il dritto di regolarli - 8. Norme di tal direzione, la giustizia - 9. e la benevolenza o convenevolezza - 10. La seconda cede alla prima - 11. Il governante dunque non comanda arbitrariamente ma coordina l'adempimento dei doveri - 12. Ordina le persone non usa le cose - 13. Ordina persone e società reali e presenti, non ideali e futuribili. - 14. Giusto riguardo ai nascituri - 15. Son necessari anche mezzi pecuniari - 16. Li regola il mallevadore del fine - 17. Il popolo quando è sovrano, i ministri quando sono responsabili - 18. Varie maniere di coordinare la cooperazione economica - Importanza delle dottrine spiegate - 20. Loro epilogo - 21. I. Fine: II. mezzi propri e comuni: III. libertà dell'opera regolata: IV. secondo giustizia: V. dritto coercitivo: VI. insinuazioni persuasive - 22. Questi termini possono violarsi, ma non confondersi o negarsi.

Di p. L. Taparelli d'Azeglio S.J.  - 13. Doppio centralismo: il violento. - 14. L'unità naturale - 15. Il vizioso mira al bene proprio e sacrifica gli amministrati. - 16. Se ne trae una regola di giusta libertà. - 17. Il centralismo belgico nella abolizione degli Octrois. - 18. Modello di unità sincera il governo della Chiesa. - 19. Influsso di questo governo in favore della libertà Comunale. - 20. Facilità di fallire a questa regola. - 21. Danni che ne consieguono in favore della rivoluzione. - 22. Centralismo politico, larghezza amministrativa. - 23. Riserve in favore del diritto censorio. - 24. Conclusione. - 25. Spiriti diversi dell'unità cattolica e del centralismo eterodosso.

Mor - Economia: I CORPI MORALI

Di p. L. Taparelli d'Azeglio S.J. -  1. La Società è composta di parti organiche: famiglia, - 2. Comune, Provincia, Stato, - 3. Confederazione. - 4. Le parti non debbono perdere il loro essere specifico. - 5. Rispetto del Governo Pontificio verso la libertà municipale. - 6. Caratteri della Provincia. - 7. Diritto delle società inferiori al fine e ai mezzi. - 8. Questo diritto è vantaggioso allo Stato 1° perché gli fornisce mezzi di buon governo. - 9. Osservazioni intorno al Dupont White. - 10. 2° Perché ne conserva le parti integranti. -11. Lo stesso può dirsi a proporzione rispetto alle Società volontarie. - 12. Specialmente poi rispetto alle religiose.

Di p. L. Taparelli d'Azeglio. S.J.  - 1. Proposizione del tema - 2. Sua importanza ed opportunità - 3. Confusione delle idee in tal materia - 4. Si chiede libertà e s'introduce schiavitù - 5. per mania di tiranneggiare - 6. In economia come altrove la libertà debb'essere pel bene - 7. Data una falsa idea della libertà, l'economista utilitario ne addita una via falsa - 8. La libertà dee fondarsi sul diritto non sull'interesse - 9. L'interesse produce solo la libertà del dispotismo - 10. Epilogo di questo paragrafo.

Di p. L. Taparelli d'Azeglio. S.J.  - 1. Proposizione del tema - 2. Sua importanza ed opportunità - 3. Confusione delle idee in tal materia - 4. Si chiede libertà e s'introduce schiavitù - 5. per mania di tiranneggiare - 6. In economia come altrove la libertà debb'essere pel bene - 7. Data una falsa idea della libertà, l'economista utilitario ne addita una via falsa - 8. La libertà dee fondarsi sul diritto non sull'interesse - 9. L'interesse produce solo la libertà del dispotismo - 10. Epilogo di questo paragrafo.

Di p. L. Taparelli d'Azeglio S.J.  1. Proposizione del tema - 2. Sua importanza ed opportunità - 3. Confusione delle idee in tal materia - 4. Si chiede libertà e s'introduce schiavitù - 5. per mania di tiranneggiare - 6. In economia come altrove la libertà debb'essere pel bene - 7. Data una falsa idea della libertà, l'economista utilitario ne addita una via falsa - 8. La libertà dee fondarsi sul diritto non sull'interesse - 9. L'interesse produce solo la libertà del dispotismo - 10. Epilogo di questo paragrafo.

Mor - Economia: AGENTI DI PRODUZIONE

Di p. L. Taparelli d'Azeglio S.J. - 1. Partizione e schiarimento - 2. Producono sostanze e moto - 3. Nella prima produzione sono principali, nella seconda sussidiarii - 4. Divario fra i varii agenti di produzione - 5. Si giustificano i canonisti - 6. Meraviglie dell'intelligenza umana e della bontà divina - 7. Quistioni che si connettono con questa trattazione - 8. L'uomo può impossessarsi delle cose materiali, - 9. secondo il bisogno e la limitazione di quelle - 10. Reità della limitazione fattizia: - 11. ossia monopolio - 12. Comunione negativa - 13. Ingiustizia dei violatori - 14. Diritto degli occupatori - 15. In qual senso le forze naturali lavorino gratuitamente - 16. Epilogo.

P. L. Taparelli d'Azeglio S.J. Giudichiamo necessario ridurre le trattazioni economiche sin qui svolte in un ragionato compendio per coloro principalmente che, entrati ora appunto nel numero dei nostri associati non hanno fra le mani i volumi passati, ai quali molte volte potranno riferirsi le venture nostre trattazioni.

Di P. L. Taparelli d'Azeglio. S.J.,  1. Concetto economico di materia diverso dal filosofico. - 2. Nel produrre è economicamente passiva, - 3. benché ritenga incorporato il lavoro. - 4. Obbiezione: Se opera è agente. - 5. Risposta: Cotesta azione è già pagata. - 6. Importanza giuridica di tal teoria. - 7. Materia prima o produzione sostanziale, - 8. diversa dalla trasformazione o produzione accidentale.

P. L. Taparelli d'Azeglio S.J.,  1. Significato della voce - 2. presso gli economisti - 3. Triplice suo termine - 4. Difficoltà opposte - 5. Produzione immateriale - 6. Indecenza di tale appellazione - 7. esemplificata - 8. Sue conseguenze pratiche - 9. Importanza pratica della diversità di produzione - 10. L'agricoltura vien preferita - 11. Principii della produzione intrinseci ed estrinseci - 12. Confusione presso molti economisti - 13. specialmente nel vocabolo Capitale - 14. Rettificazione dei primi concetti spettanti alla produzione.

Di p. L. Taparelli d'Azeglio. S.J. . Il pauperismo è una piaga ignota in quei paesi appunto, ove la Chiesa prevale, ove l'eterodossia mai non ebbe il sopravvento, L'Italia nostra non sa qual ceffo egli abbia cotesto mostro, che l'articolista deve aver veduto con orrore in faccia, poiché ce ne descrive una si terribile ipotiposi. Attribuire alla Chiesa di volere il pauperismo che non osa mostrarlesi innanzi, ed aspettarne la medicina da quella filantropia, la quale quanto più chiacchiera, tanto più lo diffonde, egli è proprio un negar la verità conosciuta per trovare un argomento da calunniare il Cattolicismo.

Mor - Economia: CREDITO PUBBLICO

Di p. L. Taparelli d'Azeglio S.J., -  1. Vantaggi dei banchi pubblici: solvibilità - 2. Prontezza - 3. Efficacia - 4. Estensione di relazioni - 5. Grandezza delle imprese - 6. Varii ufficii dei Banchi - 7. Raccolgono capitali per via di deposito: - 8. per via di azioni - 9. Banco dello Stato - 10. Banchi di società diverse - 11. Base della fiducia. - 12. Credito personale e reale - 13. Credito fondiario - 14. Credito industriale o popolare - 15. Credito mobiliare - 16. Epilogo. La fiducia sostituita alla moneta - 17. Attinenze del Credito col Cattolicismo - 18. Il credito non si rassoda se nella società non regna l'onestà del disinteresse - 19. Il Credito fra gli eterodossi - 20. Suoi esordii nel Medio evo - 21. Causa dei suoi progressi. - 22. Imprudenza del progresso fanatico.

Mor - Economia: DEL CREDITO

Di p. L. Taparelli d'Azeglio S.J., - 1. Filologia della voce - 2. Radice naturale del Credito, fiducia nella probità - 3. Partizione - 4. Definizione. - 5. Preterizione degli antichi - 6. Origine delle cambiali - 7. Ostracismo degli Ebrei - 8. Guelfi e Ghibellini - 9. La fiducia nelle cambiali - 10. La fiducia accumula danaro in deposito - 11. Lo rende fruttifero nel lavoro col prestito: - 12. ne agevola i trasporti nel banco di giro: - 13. ne anticipa la scadenza nei banchi di sconto: - 14. diviene merce nominale ella stessa, biglietto al latore - 15. Guadagno del tempo e sua preziosità - 16. Utilità dei banchieri.

Mor - Economia: LA MONETA

Di p. L. Taparelli d'A. S.J. , 1. Preterizione di materie adiafore. - 2. Nostra investigazione è la funzione della moneta. - 3. Sua definizione. - 4. La moneta agevola le permutazioni, - 5. con permutazione intermedia. - 6. Non è veicolo propriamente, - 7. ma metaforicamente - 8. Ragioni di tal metafora. - 9. È stromento per metonimia. - 10. Non è lavoro accumulato ma cumulo di mercedi. - 11. Epilogo. - 12. Ne siegue che la moneta è materia pel banchiere. - 13. Sua necessità sociale. - 14. Competenza dell'autorità nel regolarla. - 15. Si tocca per preterizione di succedanei della Moneta. - 16. Applicazione della teoria all'usura.

P. L. Taparelli d'A. S.J., 1. L'equivalenza è natural presupposto della permutazione - 2. e non dipende dai contraenti. - 3. È applicazione dell'idea Valore,- 4. risultante dal desiderio subbiettivo e da proprietà obbiettive - 5. e chiarito dalla stima sociale. - 6. Influenze della società nel modificarlo.- 7. Nei contratti si patteggia di valore pubblico. - 8: Vantaggi economici del progresso. - 9. Competenza delle autorità in tali materie. - 10. Assurdità necessarie in chi vuol negarla. - 11. Epilogo degli elementi di valore. - 12. Presuppongono il desiderio o domanda. -13. Considerazioni sulla legge economica di domanda-offerta, - 14. la quale dee modificarsi con la giustizia e benevolenza; 15.  come avviene nelle società cattoliche -16. benché imperfette. -17. Epilogo intorno al soggetto materiale dell'economia.
 

Di P. L. Taparelli d'A. S. J., 1. Soggetto economico delle potenze.- 2. è la ricchezza nazionale. - 3. In qual senso è nazionale? - 4. Gli averi non sono l'essere, - 5. ma sono le cose e le opere - 6. da produrre, consumare, distribuire. - 7. Schiarimenti intorno alla ricchezza, - 8. specialmente alla materiale, - 9. negata da molti - 10. e ragionevolmente. - 11. Classificazione delle opere - 12. materiali, - 13. morali. - 14. miste. - 15. Giustezza della definizione del Say. - 16. Che cosa sia permutabile, - 17. e permutazione; -.18. Si specificano le cose permutabili, escludendo l'uomo e gli atti morali, -19. benché utili anche materialmente. - 20. Producono in fondo alieno. - 21. Si distinguono dal loro involucro materiale. - 22. Esclusione dei beni ed opere soprannaturali. - 23. Epilogo delle cose permutabili e impermutabili.

Di P. L. Taparelli d'A. S.J., 1. Tre forze - 2. Tendenze di egoismo nel senso, - 3. di giustizia nella ragione, - 4. di generosità nella religione - 5. Come entrino nella scienza economica, - 6. reluttanti indarno gli economisti, - 7. per vizio di naturalismo. - 8. Se non si ammettono, l'assunto della scienza è impossibile, -9. e contraddittorio. - 10. È un'utopia negata dal fatto -11. Non basta la giustizia,- 12. come insegna la pratica, - 13. e lo confessano gli economisti - 14. Ragione fondamentale di questa insufficienza - 15. L'economista non è teologo, ma accetta la religione -16. Proposta di una tripartizione della scienza - 17. Chiarezza che vi spargerebbe.

Di P. L. Taparelli d'A. S.J. In Economia politica le chiare e recise sentenze della Chiesa scarseggiano, come scarseggiano le immediate attinenze dei fatti materiali con la verità morale. Qui dunque guidati molte volte dal solo lume di ragione, noi dobbiamo al parere dei dotti quella riverenza, dalla quale ci dispensano essi medesimi, quando ribellano alla Maestra infallibile. Quanto dunque possiamo parlare alto e franco a chi abbraccia sfrontatamente l'assoluta indipendenza nel ritto, l'epicureismo nella morale, l'usura nel mutuo, l'arbitrario despotismo nelle gravezze ecc.; tanto dobbiamo procedere riguardosi e modesti nelle quistioni puramente scientifiche, quali sono gran parte queste che ai primi concetti di Economia si appartengono.

P. L. Taparelli d'A. S.J. Riassunto: principio eterodosso: guerra universale - 2. Soluzione pagana del problema: la schiavitù - 3. Soluzione fra cristiani - I) anarchia e comunismo - 4. - II.) Gratuità delle forze naturali - 5. - III.) tolleranza del popolo e speranza - 6. Logica di coteste teorie - 7. e loro conclusione pratica 8; Trionfo del comunismo - 9. Stato della quistione - 10. Il cattolicismo. conferma la proprietà negl'intelletti - 11. - I.) rendendola intelligibile storicamente - 12. - II.) accertando la con la fede -13. - III.) assicurandola con l'autorità - 14. Affeziona ad essa le volontà - 15. e negativamente col disprezzo delle ricchezze - 16. e positivamente con l'amore della povertà - 17. Fortifica colle istituzioni la riverenza al diritto, ecc.

Di p. L. Taparelli d'A. S.J. . 1. Questa nasce dall'uso della primitiva - 2. operante nel soprabbondante - 3. Legittimità e inviolabilità della secondaria - 4. Ingiustizia dei violatori - 5. Eterodossi, - 6. secondo i quali lo Stato è unico proprietario - 7. La proprietà può crescere indefinitamente? - 8. Sì; 1° perché l'uomo è destinato a propagarsi, - 9. 2° perché la carità vuole il bene di tutti, - 10. 3° perché l'ampiezza delle ricchezze ridonda in bene comune, - 11. quando il ricco è in coscienza piuttosto depositario che proprietario. - 12. Il diritto di estendere le proprietà essendo naturale - 13. appartiene anche ai corpi morali, - 14. anche alla Chiesa, -15. anche ai Comuni; - 16. purché si consulti la giustizia e non l'interesse - 17. Epilogo.

Mor - Economia: La Proprietà Stabile.

Di P. L. Taparelli d'A. S. J. . 1. Due specie d'impugnatori. - 2. La proprietà stabile è fondata nella natura delle cose - 3. E del terreno. - 4. Durevolezza della coltura. - 5. Analogia tra l'occupazione della proprietà stabile e della mobile. - 6. Ragione del Possesso: qual ne è la base? - 7. Secondo il Bastiat, le forze di natura non sono appropriabili. - 8. Risp. I doni di Dio non tutti si cedono gratuitamente. - 9. Le prove dell'Autore - 10. sono deboli per la società esordiente; - 11. Debolissime per la progrediente. - 12. Altra prova del Bastiat. - 13. Risposta. - 14. Disastro di Rio del Cigno. - 15. Impotenza dell'incredulo nel difendere la proprietà. - 16. Vera base filosofica del possesso. - 17. La riverenza all'ordine: - 18. Prova tratta dalla rivelazione. - 19. Epilogo.

Di P. L. Taparelli d'A. S.J. «Se l'interesse del denaro è per sè illecito; come va che i Governi lo permettono e la Chiesa tace? Ciò che per sè è malvagio non può permettersi, ciò che può permettersi non è malvagio per sè» ... E tutta la risposta potrebbe ridursi ad un punto solo, ad una distinzione da dialettico: la quale se voleste espressa in linguaggio da scuola così potrebbe suonare. Se l'usura è mala per sè non può permettersi nella sua identità morale, concedo; nella materiale, nego.

Di P. L. Taparelli d'A. S.J. Il fatto vi si presenta vivo ed operante nella libertà modello, cioè nella libertà del Piemonte, ove ritorna quest'anno all'assalto il Ministero per espugnare certe incommode ritrosie che resistettero l'anno scorso all'affrancamento degli usura ... 71 diedero vinta la causa nella Camera agli usurai. Fortunatamente esiste ancora, colà un'ombra di Senato che può rintuzzare quell'artiglieria: e al Senato appunto si volgono oggi anche certi Piemontesi che non si destarono allorché le batterie erano volte contro la Chiesa e contro le coscienze, e concordi coi cattolici gridano, accorr'uomo in favore della borsa.

Di P. L. Taparelli d'A. S.J. . Dunque le forze e il loro uso sono proprietà conceduta all'uomo per conservare la propria esistenza, e per eseguire la missione impostaci sulla terra dalla Provvidenza. Quindi vedete che la persona è cosa tutta di Dio; che le forze e il lavoro materiale, il quale altro non è che l'esercizio di codeste forze, è essenzialmente proprietà della persona obbligata ad impiegarle per la doppia sua missione; e che il frutto materiale di codeste forze appartiene ugualmente alla persona, dovendo principalmente servirle pel sostentamento, e secondariamente per opere di perfezioni morali.

Di P. L. Taparelli d'A. S.J. La proprietà ha varii gradi: la persona umana è inalienabilmente padrona delle proprie facoltà, le quali formano una sola cosa con esso lei: ed è padrona, ma alienabilmente, dell'esercizio di sue forze, e dei frutti materiali che ne risultano; cotalchè può valersene o donandoli per ottenere in contraccambio altri frutti, o impiegandoli a perfezionarsi coll'esercizio di virtù morali. Dunque se col secondo giudizio l'uomo si trova obbligato a retribuire l'altrui, questa retribuzione sarà dovuta ugualmente e all'esercizio delle forze altrui, ossia al lavoro, e ai frutti materiali da lui ottenuti o col lavoro immediatamente, o colla permutazione.

Mor - Economia: 9.e) LE DUE ECONOMIE (V)

Di PADRE LUIGI TAPARELLI D'AZEGLIO S.I., "Civiltà Cattolica", Serie III, vol. III, 21 Agosto, 1856, pp. 611-624. §. VII. Materia, scopo e limiti dell'Economia sociale. SOMMARIO 1. Il detto spiega le incertezze degli economisti - 2. stringenti o allarganti il campo della scienza. - 3. Essa è guida dei governanti; - 4. ha per materia le cose - 5. non le persone. - 6. Schiavitù. - 7. Improprietà di linguaggio. - 8. Ricchezza. - 9. Scopo naturale dell'Economia sociale -10. ordinar le persone nell'uso delle cose. - 11. Sua definizione. 12. Conseguenze. - 13. 1° Schiarimenti intorno ad una Seduta accademica - 15. e alla confusione di tutte le scienze. - 15. 2° L'Economia è subalterna alla morale. 16. ma in lei essenzialmente fondata - 17. Perché scienza ordinatrice - 18. ma in materia speciale. - 19. 3° Tirannia dell'Economia eterodossa mostrata dal fatto - 20. logicamente si deduce dal suo principio. - 21. Può essere usufruttuata dai Cattolici. - 22. Epilogo.

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