Monaco ortodosso etiopico, divenuto amico e discepolo di San Giustino de Jacobis, primo vicario apostolico dell’Abissinia, Ghebre Michele si convertì al cattolicesimo. Ordinato presbitero ed entrato nella congregazione vincenziana, suggellò con il martirio la sua ricerca della Verità. Fu beatificato il 3 ottobre 1926.

Mariam Baouardy nacque ad Abellin in Galilea il 5 gennaio 1846, da genitori molto poveri ma altrettanto onesti e pii cristiani greco-cattolici. A tredici anni rifiuta con fortezza il matrimonio che, secondo le consuetudini orientali, le aveva preparato lo zio. Dopo essere entrata, ma senza restarvi a lungo, in alcuni istituti religiosi, il 14 giugno 1867 arrivò al Carmelo di Pau da dove partì con altre religiose nell'agosto 1875 per Betlemme, per la fondazione del primo Carmelo in terra di Palestina. Morì il 26 agosto 1878 a Betlemme. Fu beatificata da Giovanni Paolo II il 13 novembre 1983.

Il portoghese Michele Carvalho, nato a Braga nel 1577, affascinato dalla spiritualità missionaria della Compagnia di Gesù, divenne gesuita nel 1597 e a 23 anni nel 1602 partì per l’India ed in seguito per il Giappone dove fu arrestato e condotto in prigione ad Omura, dove si trovò in compagnia del domenicano Pietro Vazquez e dei francescani Ludovico Sotelo, Ludovico Sasanda e Ludovico Baba insieme ai quali fu martirizzato il 25 agosto 1624 a Focò presso Scimabara.

Il beato Maurizio Tornay nacque a Rosière (comune di Orsières - cantone del Vallese), in Svizzera, il 31 agosto 1910 e morì martire a To Thong, in Tibet, l'11 agosto 1949. La sua tomba si trova presso la missione di Yerkalo, Tibet-Cina. E’ stato beatificato a Roma da Giovanni Paolo II il 16 maggio 1993.

Maria Anna Caiani nacque a Poggio a Caiano (Prato) il 2 novembre 1863. In giovane età entrò nella Congregazione delle Suore Bettine di San Massimo a Campi Bisenzio, ma pensò di fondarne una propria. Operando fra i bambini del popolo ed aprendo una scuola, si cominciarono a radunare attorno a lei alcune aspiranti alla vita in comune. Il 15 dicembre 1902 vestì l'abito religioso con le prime cinque suore, prendendo il nome di Maria Margherita. Sorse così l'Istituto delle Minime del Sacro Cuore di Gesù del Terz'Ordine Francescano. Suor Maria Margherita morì a Firenze l'8 agosto 1921.

Maria Navidadad Venegas de la Torre nacque l'8 settembre 1868 a Zapotianejo in Messico. Dopo aver fatto parte dell'Associazione delle Figlie di Maria e di una piccola comunità di donne dedite alla cura degli infermi nell'ospedale del Sacro Cuore di Gudalajara, fondò l'istituto delle figlie del Sacro Cuore di Gesù. Nel 1921 viene eletta superiora generale della sua congregazione e nel 1930 prese il nome di Maria di Gesù Sacramentato. Morì il 30 luglio 1959.

Nacque a Brescia nella nobile famiglia Martinengo. All’età di 18 anni entrò nel monastero delle Clarisse Cappuccine. Per le sue esimie virtù, fu ben presto prescelta prima come maestra delle novizie, poi come Abbadessa. La B. Maria Maddalena Martinengo è una grande mistica francescana, con influssi di spiritualità carmelitana. Ci ha lasciato numerosi suoi scritti, sia diretti alle consorelle che autobiografici. Leone XIII la proclamò beata il 18 aprile 1900.

La vicenda del martirio di di queste tre Beate è compreso nella grande carneficina che insanguinò la Spagna con la Guerra Civile del 1936-39. Per opportunità politiche, per lungo tempo, si è steso un velo su quegli sconvolgimenti che coinvolsero una parte della cattolicissima Spagna, ma soprattutto la Chiesa di quelle diocesi, che fra vescovi, sacerdoti diocesani, seminaristi, religiosi e suore di tanti Ordini monastici, subì la perdita di più di 7.300 membri, tutti martiri della barbarie anticattolica scatenata dai miliziani rossi: la loro morte fu voluta perché membri della Chiesa e questo dà loro il titolo di martiri.
Papa Giovanni Paolo II il 29 marzo 1987, nella Basilica di S. Pietro, beatificò le tre monache professe dell’Ordine delle Carmelitane Scalze, fissandone la festa comune al 24 luglio.

Nacque a Barcellona il 6 marzo 1880. Rimasta orfana fu catechista generosa delle giovani operaie e delle domestiche alle quali insegnava pure a leggere e scrivere. Nel 1905 entrò nella Compagnia di s. Teresa aggiungendo al suo nome Mercedes quello del s. Cuore di Gesù. Fece la sua professione il 10 maggio 1907.Nel 1920 venne trasferita a s. Gervasio di Barcellona e lì venne sorpresa dalla rivoluzione della guerra civile spagnola nel luglio 1936. Nella notte del 24 luglio fu portata insieme ad altri sulla via “Rebassada”, sempre nel circondario di Barcellona e lì fucilata. Ferita a morte sopravvisse alcune ore fra dolori immensi sopportati con la preghiera sulle labbra, l’ultima fu il ‘Padre nostro’ poi morì dissanguata per le ferite. E’ stata beatificata da papa Giovanni Paolo II il 29 aprile 1990.

La B. Maria Maddalena Fontaine e le sue tre consorelle appartenenti alla congregazione delle Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli, subirono il martirio in testimonianza della loro fede cristiana durante la Rivoluzione Francese nel periodo conosciuto come “Grande Terrore”, cioè tra il settembre 1793 e l'agosto 1794. Rifiutandosi di prestare il giuramento di Libertà ed Eguaglianza, prescritto dai rivoluzionari al clero ed ai religiosi, vennero tutte e quattro arrestate il 14 febbraio 1974. Il 26 giugno furono condotte in tribunale e condannate a morte. Le quattro suore, salite al patibolo incoronate, per scherno, da un Rosario, non esitarono a cantare l'Ave Maris Stella e suor Maddalena, ultima ad essere ghigliottinata, rivolse alla folla un breve discorso rivelatosi profetico: “Ascoltate cristiani! Saremo le ultime vittime, la persecuzione sta per finire, i patiboli saranno distrutti e gli altari di Gesù saranno ricostruiti in tutta la loro gloria”.

E' stata una religiosa ecuadoriana, fondatrice della congregazione delle suore dell'Istituto di Santa Marianna di Gesù. La sua unica preoccupazione fu di imitare nel modo più perfetto santa Marianna di Gesù, il giglio di Quito. Sotto la guida del confessore, cominciò a dedicarsi all'orazione ed entró in un'atmosfera di unione con Dio. Rapita in estasi e consolata dalla visione sensibile di Ge­sù, le ore trascorrevano senza che se ne avvedesse. È stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II il 1º febbraio del 1985, durante il suo viaggio apostolico a Guayaquil.

Era una nobile ragusana nata nel 1844. Condusse vita signorile fino a quando - morto il padre e sposatisi tutti i fratelli - rimase sola con la madre. Iniziò così ad aiutare incessantemente i poveri e si adoperò perché la dottrina fosse insegnata molto di più che prima, per combattere l'enorme ignoranza religiosa. Fu chiamata dal carmelitano Salvatore La Perla a dirigere le Figlie di Maria, dedite al soccorso dei poveri. Nel 1889 fondò le Suore del Sacro Cuore, che furono molto attive nel terremoto di Messina. Morì nel 1910.

La beata Maria Droste Zu Vischering nacque l’8 settembre 1863 a Münster, da una delle più antiche famiglie dell’aristocrazia della Westfalia. Il cammino ascetico della Beata ebbe il suo culmine nei favori mistici ossia i “carismi” che la rendono apostolo della devozione del Cuore di Gesù. Nel 1883, ventenne, ebbe più perfetta conoscenza del culto del Sacro Cuore, al quale in quell’anno l’intera famiglia si era consacrata. Dopo una breve esperienza tra le Suore di S. Giuseppe di Chambery e alcuni anni di volontario ritiro nel castello di Darfeld, entra, nel 1888, tra le Suore del Buon Pastore. Morirà a Oporto nel 1899, nella comunità dove era superiora da quattro anni.

Nacque il 16-5-1834 a Casteinaudary (Aude), nella diocesi di Carcassone (Francia). Fondò una nuova famiglia religiosa, che assunse il nome di Società di Maria Ausiliatrice, e che, sotto la direzione dei Padri Gesuiti si consolidò e crebbe. Morì il 7-6-1889. Madre M. Teresa de Soubiran fu beatificata da Pio XII il 20-10-1946. Le sue reliquie sono venerate nella casa di Villepinte dell'Istituto (Seine-et-Oise).

Maria Leonia Paradis nacque il 12 maggio 1840 ad Acadia, in Canada. Quando avvertì la chiamata alla vita religiosa, entrò nella Congregazione delle Suore Marianite della Santa Croce per il servizio domestico nelle Case dei ‘Sacerdoti della Santa Croce’ e inoltre per l’educazione della gioventù. Fece la professione religiosa il 22 agosto 1857. Il 26 agosto 1877, un gruppo di 14 consorelle appartenenti a tale ordine, vestì l’uniforme di una nuova Comunità, denominata “Piccole Suore della Santa Famiglia”, indipendente dalle Suore di S. Croce che venne autorizzata il 31 maggio 1880 di cui fu superiora. Ella insegnò a leggere e a scrivere ad un gran numero di giovani ragazze, indirizzandone molte alla vita religiosa. Morì il 3 maggio 1912 a Sherbrook, all’età di 72 anni. Papa Giovanni Paolo II l’ha beatificata l’11 settembre 1984.

Nacque il 19 gennaio 1813 a Giuliano di Roma. Ad appena sei anni rimase orfana della madre e venne accolta nel Conservatorio delle Monache della Carità a Ferentino dove, l’8 dicembre 1829 vestì l’abito religioso cambiando il nome in Maria Caterina di S. Rosa da Viterbo. Madre Caterina Troiani ed altre tre suore, nell'agosto 1859 s’imbarcano a Civitavecchia per fondare al Cairo un monastero della Congregazione. Madre Caterina Troiani sarà Madre Superiora Generale e guidò la nuova Fondazione non arrendendosi mai davanti alle difficoltà. Concluse la sua laboriosa vita terrena il 6 maggio 1887 a 74 anni, venendo sepolta nel cimitero latino del Cairo, tra il compianto unanime di cristiani e di musulmani.

Tra il 1559-1563, con vari editti, la regina Elisabetta I ritoccò il Prayer Book di Edoardo VI e obbligò tutti a giurare la sua supremazia se volevano uffici pubblici, a conformarsi esteriormente al rito anglicano, ad abiurare il primato romano, a non esercitare atti di culto cattolico, specialmente a non celebrare la Messa. La pena variava da una forte multa fino alla morte. I giustiziati furono migliaia dopo che S. Pio V scomunicò Elisabetta e sciolse i sudditi dal giuramento di fedeltà.

Questa mistica di grande classe, monaca professa delle Ospedaliere della Misericordia, dell'ordine di S. Agostino, è una figura tipica della vita e delle forme di spiritualità francese sbocciate nel secolo XVII nel Québec (Canada). Fin dal suo arrivo in Canada dalla Francia, Suor Caterina ebbe modo di mettere in evidenza le sue doti e le sue capacità. Nel servizio dei malati sapeva unire il suo grande amore per la sofferenza e le privazioni a una intensa vita di preghiera e di unione con Dio fino al più alto grado della mistica. Chi ne condivideva le fatiche vedeva in lei una religiosa di qualità e di virtù fuori dal comune.

Le stava sommamente a cuore la propagazione della fede tra i popoli ancora non credenti. Molto riconoscente si dimostrò verso coloro che la sostennero nelle sue iniziative. Ordinò difatti alle suore di pregare, quattro volte al giorno in comune, per tutti i benefattori vivi e defunti della congregazione. Speciali preghiere e penitenze ella fece per le religiose che con lei condivisero le fatiche degli inizi.

La guerra scatenata da Adolfo Hitler nel 1939 rendeva difficile la vita anche a Rennes. La città l' 8-3-1943 fu bombardata per la prima volta. Tra le oltre trecento vittime ci fu pure Maddalena, la sorella di Marcello. Fu lui che la trasse fuori dalle macerie dando prova di grande calma e sangue freddo. A questa sciagura un'altra se ne aggiunse: la sua requisizione da parte dell'organizzazione tedesca detta Servizio di Lavoro obbligatorio. Il santo giovane ricevette l'ordine di partire per la Germania la vigilia dei funerali della sorella. Avrebbe potuto nascondersi, ma non lo fece per non esporre i genitori a feroci rappresaglie. Preferì, dunque, partire per non creare noie a suo padre, che lavorava ancora, e a suo fratello, alla vigilia della sua ordinazione sacerdotale, ma soprattutto per fare "il missionario", assistere cioè spiritualmente i giovani già partiti per il lavoro forzato in Germania.

Suor Marta non aveva ricevuto doni brillanti da Dio ma un grande buon senso, uno spirito di moderazione e di semplicità e soprattutto un grande amore alla verità. Era per temperamento silenziosa, discreta, riservata fino all'eroismo. Dalle consorelle non fu mai vista ridere, ma soltanto sorridere. Finché visse si studiò di seguire gli insegnamenti e gli esempi della fondatrice, di fare sempre tutto il bene possibile, ma nel più profondo nascondimento. Madre Placida Viel aveva ragione di dire nelle conferenze che teneva alle religiose: "Ho nella mia comunità una suora molto santa, molto umile".

Madre Maria Eugenia volle stabilire nella congregazione una vita contemplativa nutrita di silenzio, di adorazione del SS. Sacramento e dell'ufficio divino e una vita attiva alimentata dall'insegnamento della gioventù nei pensionati, negli orfanatrofi e nei ritiri. Con l'aiuto del Rev. d'Alzon ritoccò le costituzioni e lavorò alacremente per formare le sue figlie alla vita religiosa nelle 31 case da lei fatte sorgere in Francia, nella Spagna e nell'Inghilterra, specialmente dopo che ricevette dalla S. Sede il decreto di lode (1855) e riuscì a stabilire la casa madre ad Auteuil (1857), nei pressi di Parigi, con la cospicua eredità paterna.

Dopo l'approvazione della sua famiglia religiosa la fondatrice dedicò con preferenza le sue cure alle orfane della "Provvidenza". Con tenerezza materna le chiamava le sue "piccole" mentre le lavava, le pettinava, le vestiva o mentre le correggeva. Difficilmente si rifiutava di accettarle anche quando le risorse erano scarse o non disponeva più di un letto. Si limitava allora ad esclamare: "Dio provvederà". Ed effettivamente, nei momenti di maggiori ristrettezze economiche, giunsero alla porta di casa provvista di generi alimentari che non aveva ordinato. Di quelle ragazze diceva alle suore: "Anzitutto facciamone delle donne laboriose che sappiano fare economia e che siano la benedizione delle famiglie che formeranno più tardi". Ogni mattina le visitava nei reparti in cui lavoravano e a contatto della loro irrequietezza si sentiva ringiovanire.

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La fondatrice (delle Suore della Presentazione di Maria per l'istruzione e l'educazione della gioventù) diceva sovente alle sue religiose: "Voi siete inviate nelle parrocchie per educarvi cristianamente i bambini e fare il catechismo... L'insegnamento della scrittura, della lettura e della grammatica è soltanto l'esca con cui attrarre i fanciulli". Certi sindaci, liberi pensatori, avrebbero fatto volentieri a meno degli insegnamenti religiosi, ma la beata rispondeva: "Niente catechismi, niente suore. Preferirei che la casa crollasse perché è stata fondata soltanto per questo". Nel 1803 scrisse a una sua figlia: "Soffro sempre più nel sapere che in tante parrocchie non c'è nessuno che mostra la via del cielo a tanti poveri fanciulli che si perdono. Quanto siamo pochi per fare conoscere e amare il Signore ovunque non è conosciuto e amato!"

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La Beata si distinse tra tutte per abnegazione e resistenza alle fatiche.  Sovente rimaneva fino a mezzanotte al capezzale dei colerosi, noncurante del loro vomito continuo e del sonno. Alle difficoltà che Suor M. Enrica incontrava ad ogni passo nel disimpegno dei propri doveri, si aggiunsero pene interiori alle quali cercava sollievo facendo una visita a Gesù sacramentato, leggendo in ginocchio un brano dell'Imitazione di Cristo, e riconfermando il proposito più volte fatto prima di entrare in religione "di essere pronta a soffrire la privazione di ogni conforto sia umano che divino" per amore dello sposo dell'anima sua. Suo motto era: "Dio, Dio solo, sempre e in tutto".

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Il 1-11-1853, durante l'esposizione del SS. Sacramento, Eugenia si sentì mossa a fondare un'associazione di preghiere e di sacrifici per i defunti. Il giorno dopo si sentì ispirata a fondare una Congregazione con lo scopo di zelare la devozione alle anime del Purgatorio. Spaventata dalle difficoltà che tale opera richiedeva, chiese a Dio l'adempimento di alcune condizioni che si verificarono un po’ alla volta. Diceva, infatti, tra sé: "Se Dio vuole questa fondazione, vi riuscirò malgrado le apparenti contrarietà". Ormai "folle di amore per le anime del Purgatorio", con il consenso del suo confessore, fece, a dodici anni di distanza dal giorno della "sua conversione", il voto eroico di carità per i defunti e lo portò al collo scritto su pergamena.

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Madre Maria Luisa fu un'educatrice nata. Guidata dalla regola, dalle istruzioni del Montfort, dai consigli dei Gesuiti, seppe impartire alle Figlie della Sapienza un insegnamento chiaro e ottenere da esse una perfetta disciplina nelle scuole e negli ospedali, un rispetto filiale per l'autorità. A contatto delle anime non mostrava né debolezze, né affettazione e tanto meno durezze, pur senza perdere di vista la raccomandazione che il Montfort le aveva fatto: "Osservate la regola e fatela osservare".

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Madre Maria Caterina dedicava alla formazione sia delle novizie chi delle professe tutto il tempo di cui poteva disporre. Alla sua scuola esse non ebbero il tempo di annoiarsi o di fermarsi per fare delle scelte. Diceva loro: "Se volete diventare davvero delle brave Ancelle di Gesù Cristo dovete diventare molto semplici, umili e modeste". Per aiutarle a raggiungere lo scopo raccomandava loro: "Tutto si deve fare per Dio, con Dio e in modo che Dio agisca attraverso noi. Dovunque siamo, siamo presso Dio". Insegnava loro: "Solamente se si cerca felicità, pace e gioia nell'adempimento della volontà di Dio, si troverà la felicità nel convento! Non è difficile eseguire la volontà di Dio; è difficile conoscerla". "Se facciamo la volontà di Dio, Egli farà la nostra".

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Redazione Segnala "E' la fondatrice delle Figlie del Cuore di Gesù. (.) Caratteristica della sua congregazione fu l'unione dei cuori. Ella la ottenne coltivando nei suoi membri l'amore alla verità e all'umiltà. Aveva difatti in orrore qualsiasi sentimento di orgoglio. In occasione del decimo anniversario della fondazione, la beata espresse così il desiderio di immolazione in una lettera alle suore: "O agnello del Padre Celeste, accettaci come tuoi agnelli, uniscici a te sulla croce e sull'altare e forma i nostri cuori secondo il tuo Cuore di vittima. E se la mia miserabile vita può servirti a condurre le anime di cui ha sete il tuo cuore, prendila, amor mio, te ne supplico, ma almeno trionfa come sposo sulle anime dell'Istituto e come re su tutti i cuori". Come si era già offerta vittima secondo le intenzioni di Pio IX, Madre Maria di Gesù rinnovò la sua offerta di vittima nel 1882 anche secondo quelle di Leone XIII."
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Desiderando santificarsi, il Beato unì all'esercizio del suo lavoro la frequenza ai sacramenti e lo studio della teologia fuori del seminario. Per darsi più completamente al servizio del prossimo rinunciò all'avvocatura e all'antico titolo di marchese di Spinola, e volle essere ordinato sacerdote il 21-5-1864 dal suo vescovo, il card. Ludovico de Lastra e Cuesta. Fece allora proprie le massime: "O la santità o la morte"; "prima morire che peccare".

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