Storia - età antica: Card. Hergenrother: Storia della Chiesa - EVO ANTICO (2_3_011A)

Prime missioni fra i pagani della Germania nei paesi tedeschi. SOMMARIO. - Condizioni della religione nella Germania dopo il secolo quinto; il cristianesimo nei paesi del Reno e del Danubio, nel Norico, nella Rezia e nell'Elvezia; S. Severino e S. Valentino loro Apostoli. Gli Alemanni evangelizzati da S. Fridolino; S. Colombano e S. Gallo tra gli Alemanni della Svizzera; S. Trudperto in Brisgovia; Teodoro e Magno nel Kempten; S. Pirmino a Costanza; monasteri in Alsazia e nella Svizzera; i Baiuvari o Bavaresi e loro principali missionari; la Franconia orientale evangelizzata da S. Chiliano; le missioni nei paesi del Reno, della Mosa e della Mosella; zelo dei vescovi di Maastricht e di altri missionari nel Belgio.



PARTE TERZA
La Chiesa al dissolversi della civiltà romana
(dalla fine del secolo V alla fine del secolo VII).

CAPO UNDECIMO.

Prime missioni fra i pagani della Germania nei paesi tedeschi.

§ 1.

Nel sesto e settimo secolo ancora la massima parte della Germania era pagana; quasi tutte le istituzioni cristiane nel quinto secolo erano state abbattute, né più ne sopravanzavano che alcune poche rovine. E nondimeno la popolazione era piena di rispetto per la religione e i suoi ministri; benché inclinata a certi vizi, come al bere ed al giuoco, andava pure adorna di non poche virtù naturali e mostravasi al tutto pronta a ricevere la buona novella della salute. I Germani erano tutti divisi in tante diverse popolazioni e in minuti distretti o cantoni; i quali in caso di necessità e a tempo si collegavano; nel resto si mantenevano affatto appartati, né potevano mai essere uniti con vincolo proprio e durevole, salvo che dal cristianesimo. E di cristiani già ve ne aveva, sopratutto nei paesi del Reno e del Danubio, nel Norico, nella Rezia e nella Elvezia; ma il numero dei preti e dei vescovi era assai tenue. Quindi furono singolarmente missionari irlandesi e dei britanni, quelli che, mercé il loro zelo, pervennero alla conversione numerosi pagani ed eressero non pochi monasteri in mezzo a loro. Nella Germania del sud-est (Norico e Rezia) faticarono nel quinto secolo due santi: il primo fu S. Severino (+482) che presso Fabiana (non lungi da Vienna) fece numerosi discepoli, personaggio meraviglioso e in quei tempi calamitosi sostegno e conforto delle province abbandonate dai Romani. L'altro fu S. Valentino, nativo del Belgio, abate e poi vescovo, il quale di poi con l'assenso di Leone Papa s'inviò a predicare la fede ai Tirolesi. Il vescovado di Lorch (Laureacum) durava tuttavia, ma nel 540 diviso da Aquileia e unito con la Chiesa delle Gallie; la sorte medesima toccò al vescovado di Pettau. Salisburgo, Passavia, Augusta, Ratisbona e Seeben avevano preti cristiani, ma una successione di vescovi a quei tempi remoti non si può in alcuna maniera accertare (897).

§ 2.

Fra gli Alemanni, i quali dopo soggiogati dai Franchi si venivano via più allontanando dal paganesimo (898), predicò primieramente S. Fridolino (+530) d'Irlanda, che già molto aveva faticato alla conversione degli Ariani nelle Gallie. Egli vi fondò due monasteri a Seckingen, sopra Basilea; e nella regione dell'Alto Reno operò con gran frutto (899). Eravi ancora un vescovado a Vindonissa (Windisch nel cantone di Argovia), i cui vescovi Bubulco (517) e Grammatico (535-549) sono mentovati da Sinodi gallicani: sotto il vescovo Massimo, circa al 550, la sede fu trasferita a Costanza. A Strasburgo e a Coira (Chur), ove S. Fridolino eresse la chiesa di S. Ilario, si trovavano parimente dei vescovi nel sesto secolo; e sull'entrare del settimo anche in Basel-August. I cristiani delle antiche sedi vescovili di Aventicum (Avenches nel cantone di Waadt o Vand), di Octodurum (Martigny nel Vallese) e di Ginevra pare che fossero per gran tempo privi di vescovo. Alla conversione dei paesi alemanni conferì assai la legislazione dei re franchi, stabilita regnando i figli di Clodoveo, e sotto Clotario II e Dagoberto II ampliata. La Svevia, l'Alsazia, una parte della Svizzera a mano a mano furono guadagnate alla Chiesa (900). Intorno al 610 S. Colombano (Columba) e S. Gallo, venuti dal monastero irlandese di Bangor, si condussero tra gli Alemanni abitanti le rive del lago di Costanza. Essi con undici altri monaci ferventi avevano abbandonato la loro patria (avanti al 594) e predicato nelle Gallie; indi, fermatisi in una regione deserta in su quello dei Vogesi o Vosgi, abitarono un castello quasi tutto rovinoso di Anagrate (Annegray), vi raccolsero intorno a sé una schiera di discepoli, e poi fondarono in Borgogna il monastero di Luxovium (Luxeuil).
Ma essi furono scacciati della Borgogna dall'odio della regina Brunechilde, donna perversa e vendicativa, che favoreggiava tutti i vizi del figliuolo Teodorico II, e si profittò dell'avversione, in che il clero francese aveva S. Colombano a causa del rito irlandese da lui seguito, per esiliarlo. Essi allora s'inviarono verso il regno di Clotario, e dopo lunghe peregrinazioni si fermarono in vicinanza del lago di Zurigo, ma furono tosto forzati dai pagani a partirsene; e così pervennero al lago di Costanza. Ad Arbona il devoto prete Willimaro li accolse amichevolmente e li indirizzò verso Bregenz, alle antiche rovine di un castello romano, ov'essi trovarono una cappella dedicata a S. Aurelia. Quivi posarono: e presero ad insegnare agli abitanti la coltura dei giardini e dei campi, la pesca e altre industrie; predicavano loro di frequente e ne distruggevano gl'idoli. Ma ebbero molto a stentare e soffrire. Intorno al 612, S. Colombano, con alquanti compagni, si recò in Italia e vi fondò il monastero di Bobbio, ove passò di vita l'anno 615. S. Gallo, alla partenza di lui impedito da malattia, si rimase presso il lago di Costanza, eresse il celebre monastero di S. Gallo sul fiumicello Steinach, e vi educò molti nobili giovani.
Fra essi fu il diacono Giovanni, il quale, avendo Gallo ricusato per sé la dignità episcopale come l'abbazia di Luxeuil, fu assunto vescovo di Costanza. S. Gallo condusse la vita piena di opere e di benedizioni fino a tarda età e mancò il dì 16 di ottobre, dell'anno 640 (secondo altri tra il 625 e 627; e secondo altri ancora nel 646) (901).
S. Trudperto predicò in Brisgovia e nel 640 fondò un monastero a mezzodì di Friburgo; ma nel 643 fu assassinato da un servo sleale (902). Dal monastero di S. Gallo uscirono appresso due monaci, Teodoro e Magno, a predicare ai pagani del Kempten e delle rive del Lech: Magno eresse il monastero di Fussen, e Teodoro quello di Kempten.
Più tardi, sotto Carlo Martello, faticò tra gli Alemanni S. Pirmino e v'istituì monasteri, di cui il più famoso fu quello di Reichenau, posto in un'isoletta del lago di Costanza (903). Nel secolo ottavo sorgevano già in Alsazia e nella Svizzera numerosi conventi di uomini e di donne: di questi uno, quello di Hohenburg, era governato da S. Ottilia (Odilia) abbadessa, figliuola del duca d'Alsazia, Adalrico, ovvero Eticone (morta prima del 720).

§. 3.

I Baiuvari, o Bavaresi, vennero singolarmente convertiti dai Franchi. Ma le loro condizioni religiose furono per gran tempo in scompiglio. Pagani ed eretici vi si contavano in gran numero, massime seguaci di Ario, di Fotino e di Bonoso (904). Tra i più riguardevoli missionari dei Bavari sono riconosciuti: 1) i monaci Agilo ed Eustasio del monastero di Luxeuil, nati di nobile schiatta in Borgogna (616-650) (905). 2) S. Ruperto vescovo di Wormazia, il quale in Ratisbona battezzò il duca Teodo, indi vi eresse monastero e chiesa (di S. Pietro), nel luogo dell'antica Iuvavia (Salisburgo), vi fece dalla sua nipote Erentrude fabbricare un monastero di donne, ed ebbe numerosi discepoli, tra cui Gisalrico e Cunaldo i quali edificarono nelle vicinanze di Vienna una chiesa. Il suo apostolato cadde, secondo alcuni, tra il 580 e il 620; ma secondo altri, dietro migliori ricerche, andò appunto dal 690 fino al 696 (906). 3). S. Emmerano, vescovo aquitano, il quale proponevasi di predicare agli Avari di Pannonia, ma ritenuto dal duca Teodo in Ratisbona faticò da, quattro a sette anni tra i Bavari, e in ultimo (verisimilmente nel 716) per vari sospetti di Lamberto, figliuolo del duca, fu trucidato ad Helfendorf (907). 4) Corbiniano, anacoreta francese, che morì nel 730 primo vescovo di Frisinga, dopo superate difficoltà senza fine e durata un'aspra persecuzione (908). Di già innanzi allo spirare del sesto secolo alcuni duchi bavaresi erano cristiani, e nominatamente Garibaldo, padre della regina de' Longobardi Teodolinda, secondo che pare probabile.
Nella Franconia orientale esercitò l'apostolato il vescovo irlandese Chiliano, investito di pieni poteri dal Papa, e conferì anche il battesimo al duca Gozberto in Wurzburgo. Ma avendo poscia riprovato liberamente il costui matrimonio con Geilana, moglie di suo fratello, a istigazione di lei fu messo a morte insieme coi suoi compagni, Colonato prete e Totnano diacono (688 o 689) (909). Ma il sangue dei martiri fecondò anche qui lo sterile suolo, di maniera che il cristianesimo non soggiacque interamente, e un cinquanta anni appresso vi fu potuta erigere una sede episcopale.
In altre parti ancora, come nei paesi del Reno, della Mosa e della Mosella, il cristianesimo non era venuto meno. I re franchi, in particolare Teodeberto I (dal 534), vi si adoperavano a dilatarlo e studiavansi altresì di rimettere in onore le sedi episcopali, come nominatamente a Treviri, Colonia, Magonza, Wormazia, Spira, Metz, Toul, Verdun: Uno zelo singolare mostrarono i vescovi Nicezio di Treviri (+556) e Cuniberto di Colonia (623-663). E assai prima di loro, cioè sull'entrare del sesto secolo, S. Goar, solitario d'Aquitania, aveva già faticato in quei paesi del Reno, cioè nelle regioni di Boppard, Oberwesel, e Bacharach: in suo onore fu edificato S. Goar. Nei dintorni di Treviri poi, sul monte che da lui ebbe nome all'imboccatura del Glan, dimorò S. Disibodo, missionario irlandese, a cui è riferita la fondazione del monastero di Disibodenberg (910). Similmente il vescovo Dragobodo di Spira (660 fino ai 700) edificò il monastero di Weissenburg, e l'abate Remaclo di Cougnon, poi vescovo di Maastricht (+ c. 668), i monasteri di Malmedy e di Stablo; appresso, intorno al 720, sorse il monastero di Prüm sull'Eifel. E con questi, anche monasteri di donne sorgevano nei vescovadi del Reno, della Mosella e della Mosa (911).
Nel Belgio sussisteva il vescovado di Tongres-Maastricht, i cui vescovi si mostravano pieni di zelo. S. Amando di Aquitania, dopo diversi viaggi a Roma ordinato vescovo per le missioni, predicò in varie parti fra Germani e fra Slavi, nel 630 fu dal re Dagoberto bandito per breve tempo, indi resse tre anni il vescovado di Maastricht, poi evangelizzò ancora diverse popolazioni, eresse alcuni monasteri, e passò di vita intorno al 661 nel monastero di Elnon presso Tournay. Oltreciò nel Belgio operarono eziandio Audomaro fondatore del monastero di S. Bertino, e l’irlandese Livino, che nel 656 fu dato a morte dai pagani, e il vescovo Eligio di Noyon (641-659).
Anche benemeriti al sommo si resero S. Lamberto, vescovo di Maastricht, (670-708) e il suo successore Uberto (+721). Parimente ebbero zelanti pastori le diocesi di Tournay e di Arras (sede a Cambray dal 545) (912).

NOTE

(897) Klein, Geschichte des Christentums in Oesterreich und Steiermark. Wien 1840. Al. Huber, Geschichte der Einfùhrung und Verbreitung des Christentums im sudostl. Deutschland. Salzburg 1873. Neuda, Ueber die Ausbreitung des Deutsch-und Christentums im heimischen Ufer-Noricum. Krems 1888.

(898) Hefele, Geschichte der Einfuhrung des Christentums im sudwestlichen Deutschland Tubingen 1837.

(899) Biografia di Fridolino presso il Mone, Quellensammlung der badischen Landesgesch. Vol. 1. Karlsruhe 1848. Schaubinger, Geschichte des Stiftes Sackingen und des hl. Fridolin. Einsiedeln 1852. Leo, Der hl. Fridolin. Freiburg. i. Br. 1886.

(900) Neugart, Episcop. Constant. Vol. I, S. Blasii 1803; vol. II, Frib. 1861. Eichhorn, Episcop. Curiensis. S. Blasii 1799. J. Trouillat, Monum. de l' hist. de l'ancien éveché de Bale. Vol. 1. Porrentr. 1852. Vantrey, Hist. des éveques de Bàle. Vol. 1. Einsid. 1884. Sopra Gelpke, Kirchengesch. der Schweiz (Bern 1856) cf. Tub. Theol. Quartalschr. 18.59 p. 465 sgg. Mulinen, Helvetia sacra. Bern. 1858. Lutolf, Die Glaubensboten der Schweiz vor St. Gallus. Luzern 1871. Egli, Kirchengesch. der Schweiz bis auf Karl d. Gr. Zurich 1893.

(901) Vita S. Columbani auctore Iona abb. (suo discepolo), presso il Mabillon, Acta ss. O. S. B. II, 5. Vita S. Galli, presso il Pertz, Monum. Germ. hist. II, 1 sq. Walafrid. Strabo, Vita S. Galli, in Migne, Patr. lat. t. CXIV. Egli, Eine neue Rezension der Vita s. Galli (Neues Archiv. 1896, p. 301 sgg.). Ild. v. Arx, Geschichte des Kantons st. Gallen. Voll. 3, 1810 sgg. Knottenbelt, De Columbano. Lugd. Batav. 1839. Greith, Der hl. Gallus. S. Gallen 1864; Geschichte der altirischen Kirche p. 252 sgg. Landolt, Die Christianisierung der Linth-und Limmatgebietes Luzern 1867. Di S. Colombano si hanno parecchie lettere, un libro penitenziale per i monaci e la regola monastica (ed. Thom. Sirin., Lovan. 1667. Bibl. Patr. max. Lugd. vol. XII. Gallandi, Biblioth. vet. Patr. vol. XII); di S. Gallo si fa parola nella consacrazione di Giovanni vescovo di Costanza (Gallandi l. c. p. 751). La morte di S. Gallo è posta nel 650 dal Rettberg (vedi anche di lui «Observat. ad vitam S. Galli» Marburgi 1842); dal Mabillon nel 646; dal Greith nel 640; ma dal Gelpke e dal Friedrich tra il 625 e il 627, dall'Hauck verso il 645.

(902) Acta SS. Boli. April. vol. III.

(903) S. Pirmini vita, cf. Mone l. c. vol. 1. Schonhuth, Cronik des ehemaligen Klosters Reichenau. Freiburg 1836. Staiger Die Insel Reichenan. Konstanz 1860.

(904) V. A. Winter, Aelteste Kirchengeschichte von Altbayern, Oesterreich und Tirol. Landshut 1813. Rudhart, Aelteste Geschichte Bayerns. Hamburg 1841. Contzen, Geschichte Bayerns. Munchen 1853. A. Niedermayer, Das Monchtum in Bajnwarien. Landshut 1859. Koch-Sternfeld, Zur altesten Geschichte von Bayern und Oesterreich. Regensburg 1854; Das Christentum zwischen Rhein und Donan. Ibid. 1855. Fonti in «Monumenta boica». 42 voll. Monach. 1769-1875

(905) Acta ss. Boll. 29 Mart., 30 Aug.; cf. 22 Sept.

(906) Il tempo in cui si affaticò S. Ruperto, secondo l'antica tradizione, sarebbe dal 580 al 620; ma secondo altri, più tardi (696). Cf. Friedrich, Das wahre Zeitalter des hl. Rupert. Munchen 1866. Anthaller, Die Geschichte der Rupertusfrage und deren Losung. Salzburg 1885 (secolo VI). Il Wattenbach (Archiv. fur osterr. Geschichts-quellen II [1850], 499), al quale aderiscono il Guitzmann (Aelteste Geschichte der Bayern p. 209 sgg.) e il Kerschbanmer (Geschichte des Bistums St. Polten p. 134), dimostrò, più fondatamente che i suoi predecessori, accettabile la data del 696.

(907) Vita S. Emmerani, Acta ss. Boll. (6 Sept.) VI, 474 sq. Sepp, Arbeonis episc. Frisingen. Vita S. Emmerammi (Analecta Bolland. 1889, p. 211 sqq.). Bildinger, Zur kritik altbayr. Geschichte (Sitzungsber. der Wiener Akad. XIII, 368 sgg.). Ebner, Die altesten Denkmale des Christentums in Regensburg (Verhandl. des histor. Vereins der Oberpfalz 1894 p. 153 sgg.).

(908) Intorno ad Aribone (quarto vescovo di Frisinga 764-784) vedi: Vita S. Corbiniani, in «Acta SS. Boll.» (8 Sept.) III, 281 sq. Riezler, Arbeos «Vita Corbiniani» in der ursprunglichen Fassung (Abhandl. der bay. Akad. der Wissensch. 1888, p. 217 sgg.).

(909) Vita S. Chiliani, presso il Mabillon, Acta ss. O. S. B. II, 950. Acta SS. Boll. S Iul. Stamminger, Franconia sancta. Wurzburg 1859 sg. Emmerich, der hl. Kilian, Regionarbischot und Martyrer. Wurzburg 1896.

(910) Acta SS. Boll. Iul. II, 588 sq.

(911) Intorno ai vescovadi renani cf. F. Schannat, Hist. episc. Wormat. 2 voll. Francof. 1734 sq. Remling, Die Bisehofe von Speier. Mainz 1852. Heber, Die vorkarolingischen Glaubenshelden am Rhein. Frankfurt 1858. Steininger, Geschichte der Trevirer unter der Herrschaft der Franken. Trier 1850. I. Becker, Die altesten Spuren des Christentums am Mittelrhein Nassausche Annalen VII, II, p. 1-72. Rion, Leben des hl. Kilian. Aschaffenburg 1834. Himmelstein, Reihenfolge der Bischofe von Wurzburg (Aschaffenburg 1843) p. 6. Bartol, Die altesten Spuren des Christentums in der mittleren Rhein-und unteren Maingegend. Frankfurt 1894.

(912) Dufau, Hist. du développement et de l'introduct. du christ. en Belgique. Liège 1847. Vita S. Eligii, ap. D'Achery, Spicil. V, 156 sq. Demarteau, St. Théodard et St. Lambert. Vies anciennes. Liège 1886-1890. Dechène, der hl. Lambertus, sein Leben und seine Zeit. Paderborn 1896.

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